19 agosto 2018
Aggiornato 03:30

Eroe, superuomo: Tricky?

Non si è trattato di un concerto, bensì una performance. Cosa ben diversa.
Tricky in una foto del suo profilo Facebook ufficiale
Tricky in una foto del suo profilo Facebook ufficiale (Timothy Saccenti)

PORDENONE - Un'esbizione ambigua e discutibile – nello stile del personaggio – quella di Tricky al Deposito Giordani di Pordenone, che dopo il sold-out dei Subsonica si augurava altrettante presenze per l'artista di Bristol. L'inizio è subito di grande impatto: bassi invadenti e riff graffianti da Wild Bunch con il mantra "I'll be your hero, i'll be your superman" che rimbomba claustrofobico nella sala. Pezzi tratti per la maggior parte dall'ultimo lavoro, che lo vede rilanciarsi grazie anche alla recente collaborazione con i vecchi soci Massive Attack. Il classico ‘My funny Valentine’, che interpreta spalle al pubblico sigaretta in mano, sottolinea il suo erotismo nero in una versione dub di raro effetto emotivo. Qualche battuta  che riscuote più ilarità di quanto meritasse ma che il pubblico, attentamente selezionato tra i radical chic pordenonesi, sottolinea con grande enstusiasmo forse per far capire quanto sia di livello il proprio inglese.

Tricky personaggio oltre che musicista
Se nella società dei consumi gli uomini di spettacolo sono caricature di se stessi laddove il rapporto artista-pubblico risulta spesso patetico, lui sceglie di esserlo ostentando provocatoriamente un playback mal riuscito per tutta la durata dell'esibizione. Provocazione che va a segno per i mugugni della gran parte degli spettatori. Missione compiuta per Tricky che chiude con due microfoni in mano e cantando da un terzo che vede solo lui.
Non si è trattato di un concerto, bensì una performance. Cosa ben diversa.
Eroe, superuomo: Tricky?