21 ottobre 2018
Aggiornato 07:00

«La libertà è un bene sempre a rischio che va difeso»

Le parole sono quelle della governatrice Debora Serracchiani, che lunedì 25 aprile sarà a Pordenone, alla deposizione della corona al monumento ai Caduti in piazzale Enea Ellero dei Mille
Debora Serracchiani
Debora Serracchiani (Diario di Pordenone)

PORDENONE - «La libertà è un bene sempre a rischio di essere intaccato, anche nelle forme più striscianti, per questo dobbiamo stare in guardia e difenderlo». Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, che lunedì sarà a Pordenone, alla deposizione della corona al monumento ai Caduti in piazzale Enea Ellero dei Mille e al cippo e alla lapide alla memoria delle Medaglie d'oro Franco Martelli e Terzo Drusin.

«Dobbiamo conservare la consapevolezza che il privilegio della libertà, che oggi portiamo come un abito, ci viene consegnato da scelte di individui come noi, singole donne e uomini che hanno preferito mettere a rischio la vita anziché sopportare violenza, sopruso e ingiustizia. Furono spesso giovani, ma non furono mai incoscienti, portando in loro valori fondamentali per sempre e per tutti. Di fronte a questo sacrificio non ci sia divisione, non si mantenga riserva, prima di tutto si renda l'onore a chi prese le armi per cacciare l'occupante nazista e debellare il fascismo».

«La nostra Liberazione è parte di un movimento che coinvolse e diede nuovo animo e più alti ideali a tutta l'Europa. Non dimentichiamocene oggi, mentre in tante parti del continente vediamo Governi e cittadini ripiegati su se stessi e incerti sul valore di una libertà rara come quella di spostarsi senza barriere».

Per Serracchiani, «del pregio grande della libertà di movimento, che riassume in sé tante altre libertà e diritti individuali, ci rendiamo conto con particolare evidenza noi cittadini di una regione che confina con due Stati. La nostra Liberazione è stata pagata con versamento di sangue pure fraterno e compiuta dieci anni più tardi del resto d'Italia: il suo prezzo ci rende ancora più gelosi custodi del significato simbolico del 25 aprile».