21 agosto 2017
Aggiornato 10:30
La chiusura del festival Le Giornate della Luce

Paolo Carnera vince il premio per la fotografia del film Suburra

Riceve il Quarzo di Spilimbergo- Light award dalla giuria tecnica presieduta da Pupi Avati. Premio dei giovani e del pubblico sono andati, invece, a Vladan Radovic per La pazza gioia di Paolo Virzì

Le Giornate della Luce: vince il direttore della fotografia Paolo Carnera per 'Suburra' di Stefano Sollima (© Dal film 'Suburra' di Stefano Sollima)

SPILIMBERGO - Si è conclusa domenica 19 giugno la seconda edizione de Le Giornate della Luce, il festival curato da Gloria De Antoni, con Donato Guerra, dedicato agli Autori della Fotografia nel cinema italiano contemporaneo. L’edizione è stata suggellata in serata dall’assegnazione dei Premi per il miglior Autore della Fotografia di quest’anno.

Il riconoscimento principale, Il Quarzo di Spilimbergo- Light Award, assegnato dalla Giuria esperti, quest’anno presieduta da Pupi Avati, ha premiato Paolo Carnera per il film Suburra, di Stefano Sollima, regista con cui l’Autore della Fotografia vincitore ha un rapporto già collaudato sul set di Gomorra- La serie.

La giuria tecnica ha così motivato la sua scelta: Per una fotografia al servizio di un racconto che vuol essere programmaticamente di genere, e che muovendo dalla cronaca si fa allegorico. Toni carichi e squarci iperrealisti, per restituire una Roma mai così piovosa e impregnata di corruzione e soprusi. Una luce vivida quella di Paolo Carnera, pronta a farsi buio, come vuole la tradizione del noir, per inseguire i giochi di un potere in cui nessuno può trovare salvezza».

Paolo Carnera, impegnato su un set a Parigi, ha salutato pubblico e curatori del festival di Spilimbergo con un video messaggio in cui ha espresso la soddisfazione di ricevere un premio da un festival «interamente dedicato all’arte della fotografia nel cinema e all’immagine, e assegnato da una giuria così qualificata e competente». «Sono particolarmente felice - ha detto ancora Carnera - perché Suburra è stato per me un film molto importante, un film complesso ed estremamente complicato dal punto di vista tecnico,  ed è stato anche un film speciale perché ha raggiunto un pubblico giovane».

Sia il Premio dei Giovani sia quello decretato dal pubblico  sono andati a Vladan Radovic per ‘La pazza gioia’ di Paolo Virzì.