26 maggio 2018
Aggiornato 06:00
Provvedimento in vigore dal 30 luglio

Stop all’accattonaggio: l'appello di Ciriani «non arricchite la criminalità»

A Pordenone vige l'ordinanza comunale che contrasta i finti mendicanti. Il denaro così sequestrato sarà devoluto a iniziative di assistenza sociale

Accattonaggio vietato e sequestro del denaro, l’ordinanza del sindaco (© Adobe stock | Kadmy)

PORDENONE – Operativa da sabato 30 luglio l’ordinanza comunale che constrata il degrado urbano dovuto all'accattonaggio e alla 'mendicità molesta', sottoscritta dal sindaco Alessandro Ciriani. Uno stop che consente a vigili e forze dell’ordine di sequestrare il denaro ai definiti 'finti poveri' e che in tal senso ha l'obiettivo di non favorire la criminalità. Il denaro sequestrato, come stabilisce il provvedimento, sarà devoluto a iniziative di assistenza sociale. Le misure di contrasto all'accattonaggio per il centro città prevedono anche sanzioni fino a 500 euro. Il divieto è esteso ai luoghi in cui normalmente circolano i poco graditi mendicanti: mercato, chiese e cimiteri, stazione ferroviaria, ospedale e case di cura, parchi e aree verdi, luoghi di pregio storico e turistico, davanti o in prossimità di negozi e supermercati, uffici pubblici, banche, parcheggi. L’ordinanza punisce infatti anche gli abusivi che si offrono, in cambio di denaro, a individuare posti liberi, controllare l’auto, portare borse e simili 'servizi'. «Interveniamo sui soggetti noti alle forze dell’ordine e alla popolazione per il loro atteggiamento molesto – spiegano Ciriani e l’assessore alla sicurezza Emanuele Loperfido -  individuando soprattutto quelli riconducibili al racket. Lo scopo, oltre a garantire il decoro urbano, la tranquillità dei cittadini e la piena fruibilità della città, è colpire questo business illegale che non esita a impiegare animali e minori che vanno invece tutelati. Pordenone non vuole alimentare fenomeni criminosi». Il Comune sta anche predisponendo una campagna di sensibilizzazione, che sarà pronta verso settembre, proprio per dissuadere i cittadini dal dare denaro ai finti poveri. «L’intervento – concludono Ciriani e Loperfido – non riguarda gli artisti di strada, che sono i benvenuti».