19 agosto 2018
Aggiornato 03:30

Profughi: al completo l’hub della caserma Monti. I posti raddoppieranno

Nei prossimi mesi la struttura accoglierà 150 ospiti
(Adobe stock - foto di Frank Gärtner)

PORDENONE – La caserma Monti, adibita a centro di prima accoglienza per profughi, ha permesso di superare l’emergenza dei bivacchi nei parchi ed è ora al completo. Si tratta di una palazzina dell’ex caserma in Comina, dismessa tra il 1998 e il 1999 e solo il primo piano offre al momento 70 posti. Nei prossimi mesi è prevista la ristrutturazione del secondo, finchè si potranno in totale accogliere 150 persone entro la tarda primavera. I profughi richiedenti asilo devono regolarmente passare in questura per l’identificazione, poi vengono inviati alla caserma Monti per le vaccinazioni e gli esami medici. Se ne occupa la Aas sotto la guida del medico Lucio Bomben del Dipartimento di Prevenzione.

La Croce Rossa Italiana al momento ha in carico il progetto in quanto unica partecipante al bando della Prefettura. L’incarico durerà cinque mesi, rinnovabili per altri cinque in seguito a una nuova gara. I profughi sono impegnati in numerose attività durante la giornata: prendono lezioni di italiano e contribuiscono a sistemare la struttura stessa e sono tutti afghani e pakistani, mediamente sui 24 anni. Sono arrivati in Friuli Venezia Giulia attraverso la rotta balcanica oppure rimandati indietro ai confini di altri Stati e, come spiega il presidente provinciale della Cri, Giovanni Antonaglia, vedono l'Italia come un luogo di transito per raggiungere parenti o amici in Francia o Germania. Si calcola che in provincia di Pordenone, tra le strutture coordinate dallo Stato e le sistemazioni private (alcuni hanno raggiunto parenti e amici), ci siano circa mille 200 profughi.L’attività ha creato per il momento nove posti di lavoro: un coordinatore, operatori con turni di otto ore al giorno e un mediatore culturale (un pakistano da anni in Italia).