20 agosto 2018
Aggiornato 13:00

La pugile Daiane non è stata aggredita: denunciata per simulazione di reato

Nessun testimone, nessuna chiamata al 113, niente di anomalo al centro accoglienza immigrati. La difesa sostiene di avere altri elementi per sostenere l’assistita

PORDENONE – Da eroina dei social a indagata per simulazione di reato. Questa la denuncia della Questura di Pordenone a carico di Daiane Ferreira, 28 anni, che pochi giorni fa si è fatta conoscere per un post su facebook, diventato virale, in cui sosteneva di aver sbaragliato a mani nude tre aggressori, immigrati e senza documenti. La giovane, sottoposta a interrogatorio, ha anche parlato di un non meglio identificato testimone oculare che avrebbe chiamato la polizia.

Una denuncia senza riscontri reali
La Squadra Mobile, in seguito ad accertamenti, non ha invece rilevato alcuna presenza sospetta nel luogo e nell’orario riferiti da Daiane, e non sono state ricevute telefonate d’allarme al 113. Anche all’hub della caserma Monti di Pordenone non sono state rilevate assenze né ospiti con segni di colluttazione. Il reato di simulazione è aggravato dal fatto che la ragazza ha rilasciato interviste alla stampa locale, poi riprese da testate internazionali, e ha più volte ribadito tutto davanti alla polizia, non consegnando loro il post originale (subito rimosso), ma uno falso e rimaneggiato.

La difesa non demorde
Secondo la difesa, Ferreira avrebbe rimosso il post per non far preoccupare la famiglia nel paese d’origine, e prima o poi si dimostrerà che l’aggressione è avvenuta veramente. Non si sono reperiti, al momento, testimoni oculari ma secondo l’avvocato Domenico D’Aniello (in una dichiarazione rilasciata ad Ansa) è solo questione di tempo. Sembra che la difesa abbia in mano altri elementi per avvalorare la versione della sua assistita, e questi saranno sottoposti all’Autorità. D’Aniello rimarca inoltre che la sua cliente non voleva sollevare un caso mediatico né sporgere denuncia contro ignoti, oltre al fatto di esseresi dissociata da ogni strumentalizzazione politica nei confronti degli stranieri.