20 giugno 2018
Aggiornato 19:00
Cronaca | A Casarsa della Delizia

Esercitazione notturna congiunta Cnsas-Esercito

I tecnici del Soccorso Alpino regionale insieme ai militari dell’Esercito simuleranno un intervento in volo notturno. C'è la collaborazione con il reparto di volo del 5° reggimento aviazione «Rigel».

Esercitazione notturna per Esercito e Cnsas (© David Campagna)

CASARSA - Giovedì sera avrà luogo a Casarsa della Delizia, nella caserma dell’Esercito, la seconda e ultima delle esercitazioni congiunte dei tecnici del Soccorso Alpino regionale e dei militari dell’Esercito con volo notturno, in collaborazione con il reparto di volo del 5° reggimento aviazione 'Rigel'.

Martedì scorso vi hanno preso parte trenta uomini del Cnsas delle sezioni di Udine, Pordenone, Gemona, Maniago e Valcellina simulando il recupero di traumatizzati in zone montane con l’ausilio dell’elicottero militare modello Augusta Bell 205. Le esercitazioni si svolgono tramite imbarco e sbarco con e senza barella e successivamente utilizzando il verricello, con quattro persone alla volta. L’assetto e l’equipaggiamento per il volo notturno hanno una differenza sostanziale rispetto a quello diurno. I piloti e i tecnici di bordo indossano infatti un casco con Visori ad Intensificazione di Luce (Nvg), speciali visori notturni che permettono di vedere a distanza sul terreno anche in assenza di luci proiettate. Questi dispositivi sono particolarmente sensibili laddove sul terreno i soccorritori utilizzano i Cyalume, luci speciali in dotazione ai volontari del Cnsas per essere identificati.

In questi frangenti è molto importante utilizzare con molta cautela e attenzione qualsiasi altra fonte luminosa, che potrebbe abbagliare le speciali apparecchiature dei piloti e dei tecnici di volo. Le particolari condizioni meteorologiche della giornata di giovedì forniscono inoltre  l’opportunità di fare pratica in un contesto più ostile. Un'occasione per rinnovare la storica collaborazione tra il Soccorso Alpino e l’Esercito Italiano, nata in Friuli Venezia Giulia nel lontano 1972 per effettuare soccorsi in montagna con l’ausilio degli elicotteri, ma mai praticate con il volo notturno.