20 agosto 2018
Aggiornato 13:00

‘Biologico come stile di vita’: qual è la situazione in Fvg?

L'agricoltura bio è una chiave di lettura atta a coniugare la qualità del territorio con la salubrità di prodotti controllati, realizzati secondo certi canoni che sono fondati su analisi, osservazioni e studi che si basano su valutazioni di livello scientifico
‘Biologico come stile di vita’: convegno sul bio in Fvg
‘Biologico come stile di vita’: convegno sul bio in Fvg (AdobeStock | Smileus)

PORDENONE - «L'agricoltura biologica nel Friuli Venezia Giulia è in crescita ed è sempre più all'attenzione dei consumatori, coniugandosi con uno stile di vita sano e moderno nel quale l'attività sportiva e il rispetto dell'ambiente fanno parte di un atteggiamento culturale attento alla salute e alla qualità dell'esistenza». Lo ha affermato l'assessore regionale alle Risorse agricole, Cristiano Shaurli, intervenendo a Udine, nell'auditorium della Regione, al convegno ‘Biologico come stile di vita’, organizzato dall'Aiab-Aprobio Fvg, l'associazione dei produttori biologici, e dall'Ersa Fvg.

Uno stile di vita consapevole rispetto al cibo e all'ambiente
«Per accompagnare la crescita di un settore  che può dare risposte di redditività aziendale a chi crede nella qualità e nel successo di una sfida intrapresa sui mercati con prodotti biologici, - ha aggiunto Shaurli - la Regione intende accompagnare la promozione di uno stile di vita consapevole rispetto al cibo e all'ambiente, utilizzando a questo scopo la formazione e l'informazione nelle scuole e sul territorio. L'agricoltura biologica rappresenta una chiave di lettura atta a coniugare la qualità del territorio con la salubrità di prodotti controllati, realizzati secondo certi canoni che non derivano da una semplice visione romantica della lavorazione delle campagne ma sono fondati – ha puntualizzato - su analisi, osservazioni e studi che si basano su valutazioni di livello scientifico». Shaurli si è quindi complimentato con gli agricoltori che da tempo hanno intrapreso l’attività biologica. Pionieri in una realtà, qual è il Friuli Venezia Giulia, nella quale la crescita del settore biologico è arrivata in ritardo rispetto a tante altre regioni italiane. Una crescita, ha precisato, che non è stata accompagnata dall'utilizzo di risorse pubbliche, che invece oggi sono state destinate al settore per favorirne l'affermazione e l'ulteriore sviluppo.

Il convegno
Come ha detto nell'introduzione Cristina Micheloni, presidente dell'Aiab-Aprobio Fvg, l’incontro partiva dalla considerazione che chi sceglie di mangiare biologico ha a cuore il proprio benessere e quello del luogo nel quale vive. Mentre l'introduzione del cibo biologico nell'alimentazione appartiene a uno stile di vita del quale fanno parte l'attività sportiva e la cultura della salute e del rispetto dell'ambiente. L'obiettivo delle assise era dunque quello di «fare il punto su scelte, strategie, comportamenti che possono concorrere a comporre un sano e felice stile di vita per consolidare buone abitudini già acquisite e individuare nuovi percorsi complementari». A parlarne, con un'attenta analisi suffragata da ricerche e valutazioni scientifiche, Renata Alleva, nutrizionista e presidente dell'Isde (associazione medici nutrizionisti per l'ambiente) di Ascoli Piceno, soffermatasi sul biologico nell'alimentazione dei bambini e degli adulti e sui rischi che le sostanze ormai diffuse nell'ambiente possono far correre alla salute, nell'immediato e nel tempo. Nell’occasione Daniela Peresson, di Aiab-Aprobio Fvg, ha illustrato l'esperienza dell'informazione e dell'educazione alimentare nelle scuole. A tale proposito, un ruolo importante nella formazione e informazione svolgono, come ha ricordato Paola Coccolo, dell'Ersa FVG, le Fattorie didattiche. Giovanni Gasbarrini, esperto di medicina interna dell'Università cattolica di Roma, ha spiegato in videoconferenza gli effetti dell'alimentazione fin dalla gestazione, mentre Luca Speciali, responsabile medico nutrizionale della nazionale italiana di ultramaratona, ha raccontato come ci si deve difendere dagli effetti negativi che possono essere generati da cibi e da farmaci.