20 ottobre 2018
Aggiornato 17:30

Il Giro d'Italia torna in Friuli con un arrivo a Piancavallo

Presentata la Corsa Rosa a Milano. E' probabile che in Friuli si assegnerà la maglia rosa. Si passerà anche per la Carnia. Per Bolzonello, oltre all'evento sportivo, si tratta di una grande opportunità promozionale
Il Giro d'Italia numero 100 torna in Friuli
Il Giro d'Italia numero 100 torna in Friuli (Giro d'Italia)

PORDENONE - «Per la centesima edizione del Giro d'Italia, le tappe del Friuli Venezia Giulia avranno un ruolo di grande rilievo per l'assegnazione della maglia rosa». Ne è convito il vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello che ha partecipato a Milano alla cerimonia di presentazione della rassegna organizzata da Rcs sport.

In Friuli si deciderà la maglia rosa
Bolzonello ha ricordato il lungo lavoro svolto insieme al project manager delle tappe nella nostra regione, Enzo Cainero, e il patron del Giro Mauro Vegni, affinchè nell'edizione del 2017 della corsa ciclistica, al Friuli Venezia Giulia fosse assegnata una parte da protagonista. «Gli organizzatori - spiega Bolzonello - hanno compreso che con la nostra regione si possono mettere in atto collaborazioni vincenti. Lo dimostra il fatto che, per il Giro del centenario, il Friuli Venezia Giulia potrà contare sulle due tappe decisive che anticipano quella finale».
Queste frazioni, a detta del vicepresidente, potrebbero risultare determinanti per l'assegnazione del titolo. «Nella tappa del 26 maggio - ha commentato Bolzonello - da San Candido a Piancavallo quasi sicuramente si deciderà chi sarà l'atleta che, al termine di un percorso molto spettacolare e gran parte disputato in Friuli, potrà indossare la maglia rosa».
Dopo la partenza e il passaggio a Sappada, la carovana entrerà in regione attraversando la val Degano per poi salire a Sella Chianzutan. «Quindi l'ingresso nel pordenonese - spiega il vicepresidente - fino al traguardo di Piancavallo.  Quest'ultima è una salita che i grandi sportivi ricordano ancora per l'impresa compiuta nel 1998 da Pantani, atleta al quale sarà intitolata, due giorni dopo, una pedalata tra amatori organizzata ancora da Enzo Cainero». Quindi la penultima frazione del Giro, con partenza da Pordenone e arrivo ad Asiago, con la dura ascesa del Grappa.

Un evento di sport ma anche di promozione turistica
Al dilà dell'importantissimo aspetto sportivo, come evidenziato da Bolzonello, la corsa rosa rappresenta anche un momento di grande promozione del territorio. «Questo evento - ha detto il vicepresidente - consente al Friuli Venezia Giulia di beneficiare della visibilità mediatica di grande impatto, grazie alla presenza quotidiana di oltre 180 Paesi collegati con il Giro». I risultati degli investimenti compiuti in passato sulla gara ciclistica non hanno tardato a farsi sentire; nel 2016 il passaggio della carovana lungo le valli del Natisone ha portato con se «un boom delle presenze legate al ciclismo amatoriale, cosa questa molto apprezzata dagli amministratori locali e che auspichiamo di bissare con il Piancavallo di quest'anno». Una promozione, quella legata al Giro, che per Bolzonello influisce positivamente sui numeri fatti registrare in questi due anni dal Friuli Venezia Giulia «con presenze che sono cresciute di 700 mila unità e che contiamo di poter continuare ad aumentare».

Già al lavoro per il 2018
Se il Giro del centenario in programma a maggio del 2017 è alle porte, la Regione sta comunque già pensando a quello dell'anno successivo. «Con il patron Vegni, la Gazzetta e Cainero - conclude Bolzonello - abbiamo affrontato alcuni ragionamenti. È presto per dire qualsiasi cosa, ma è certo che nel 2018 ancora una volta il Friuli Venezia Giulia sarà tra i veri protagonisti della gara».