19 agosto 2018
Aggiornato 03:30

La sinfonia di Salmi, antiche radici culturali e musica sacra a Pordenone

Sabato 26 novembre nel Duomo di San Marco si terrà "Da nord a Sud del mondo, la fede dei popoli", la venticinquesima edizione del Festival Internazionale di Musica Sacra. L’ingresso è come sempre aperto alla città

PORDENONE - La Sinfonia di Salmi di Stravinskij è una delle icone del neoclassicismo novecentesco: la prima, grande opera di musica sacra di Igor Stravinskij, un monumentale affresco per Coro e orchestra su testi biblici, composto nel 1930. Nel linguaggio sonoro dei 'Salmi' si fondono tutte le radici culturali del Vecchio Continente: quelle del cattolicesimo primo e vero, ma anche greche e romane pagane, bizantine, latino – cristiane, rinascimentali e poi barocche.  Portare in scena questa partitura come ideale sintesi e ispirazione della 25^ edizione del Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone era obiettivo di PEC - Presenza e Cultura e della direzione artistica del Festival, Franco Calabretto ed Eddi De Nadai. 

Di scena il coro del Friuli Venezia Giulia
Il progetto, ideato come prezioso evento musicale a suggello del festival, impegna un organico strumentale e vocale di rara ampiezza, con la sinergia di Orchestra San Marco, Collegium Apollineum e Coro del Friuli Venezia Giulia, tre fra le principali realtà musicali della nostra Regione. Saranno loro, sabato 26 novembre, alle 20.45 nel Duomo Concattedrale di San Marco, a dare corpo all’avvincente romanzo sonoro di Stravinskij, intessuto di luci e di ombre: musica capace di evocare la solenne maestosità delle icone bizantine, ma anche di contenere la dirompente vitalità ritmica dei riti arcaici e primitivi che aveva alimentato le prime opere del compositore. Il concerto sarà diretto da Marco Feruglio, Maestro del Coro del Friuli Venezia Giulia è Cristiano Dell’Oste.

Capolavoro del neoclassicismo stravinskiano
La Sinfonia di Salmi, capolavoro del neoclassicismo stravinskiano, vuole e sa essere ecumenica e atemporale. Il concerto di Pordenone si propone come grande progetto sinfonico corale in cui idealmente affiancare Stravinskij e Bach: un contrappunto a distanza tra la rude e tellurica orchestrazione della Sinfonia di Salmi e la sincera, paradigmatica, devozione del Cantor di Lipsia.