20 agosto 2017
Aggiornato 07:30
Celebrazione del vessillo nazionale

Iacop alla Festa del Tricolore a San Vito al Tagliamento

Il Parlamento della Repubblica ha affidato alla ricorrenza del 7 gennaio il dovere di onorare la bandiera italiana, in seguito il Presidente Carlo Azeglio Ciampi sollecitò più volte questa iniziativa legislativa ribadendo che il tricolore è il simbolo dell'Unità nazionale e della Patria

Pres. Iacop alla Festa del Tricolore a San Vito al Tagliamento (© )

SAN VITO AL TAGLIAMENTO - Il presidente del Consiglio regionale Franco Iacop è intervenuto alla annuale Festa del Tricolore, che si è svolta a San Vito al Tagliamento, all'antico Teatro GianGiacomo Arrigoni, in Piazza del Popolo, e sotto la Loggia Municipale. Iacop ha ricordato l'origine della Festa.

Il Parlamento della Repubblica con la legge n. 671 del 1996 ha affidato alla ricorrenza del 7 gennaio il dovere di onorare la bandiera italiana, adottata 220 anni fa dalla Repubblica napoleonica della Cispadana che comprendeva buona parte dei territori dell'Emilia Romagna, poi diventata uno dei simboli del Risorgimento, vessillo nazionale del Regno d'Italia e dal 1946 della Repubblica. Fu il Presidente Carlo Azeglio Ciampi che sollecitò più volte questa iniziativa legislativa ribadendo sempre che il tricolore è il simbolo dell'Unità nazionale e della Patria.

Nel gennaio 1797 il tricolore nacque a Reggio Emilia, dove si erano riuniti i rappresentanti delle città emiliane e romagnole, sull'impulso di una presa di coscienza dei popoli europei che si ispiravano ai principi di libertà, uguaglianza e fratellanza, nati con la rivoluzione francese.
«Quegli stessi valori, sui quali si fondò la nostra Repubblica e che hanno permesso ai tanti protagonisti della Resistenza di scrivere i princìpi fondanti della nostra Costituzione che garantisce uguaglianza di diritti e doveri, di opportunità e di condizioni tra i cittadini e promuove la pace e la giustizia tra le Nazioni» - ha detto Iacop sottolineando che «non a caso il riferimento al tricolore italiano, come bandiera della Repubblica, è contenuto nell'articolo 12 della Costituzione e ne richiama implicitamente le radici storiche».

Il presidente del Consiglio regionale ha anche evidenziato due momenti importanti che hanno riguardato la storia della nostra Regione e il tricolore italiano. Il primo è legato al Risorgimento e alle numerose dimostrazioni antiasburgiche che si registrarono a Udine alla metà dell'Ottocento, con ripetute esposizioni della bandiera in diversi monumenti della città e sullo stesso campanile del Duomo. Ma prima ancora la resistenza di Osoppo che contrastò lungamente l'assedio asburgico con combattenti volontari che il 12 ottobre 1848 issarono sul forte la bandiera tricolore che inneggiava alla libertà dell'Italia.

Il secondo momento storico riguarda Trieste e la sua annessione all'Italia assieme a Trento al termine della prima guerra mondiale, aderendo alle aspirazioni delle popolazioni residenti in maggioranza italiana. Dopo le vicende del secondo conflitto mondiale e della suddivisione del territorio conteso tra Italia e Jugoslavia, il 26 ottobre 1954 Trieste si riunì alla Repubblica superando gli accordi post-bellici che avevano dato vita al Territorio libero. Fu il giorno in cui l'Italia ritornò a Trieste con centinaia e centinaia di tricolori che sventolavano.

«La nostra bandiera - ha detto Iacop - abbraccia il primo e il secondo Risorgimento italiano e la storia travagliata del secolo scorso, e rappresenta l'emblema dei valori di democrazia, libertà giustizia sociale e solidarietà».
«Deve rappresentare anche per i nuovi cittadini italiani un patrimonio irrinunciabile di valori e princìpi per quanti hanno
scelto la Patria comune e costituire un monito di fronte ai pericoli del terrorismo fandamentalista. La giornata del tricolore è un impegno a tutelare e rinsaldare l'unità nazionale alla quale moltissimi italiani hanno dedicato la loro vita
.
L'augurio migliore per l'anno nuovo è rappresentato dal rinnovato impegno a cui ci chiamano i protagonisti del 1797, i
giovani della Resistenza, i padri costituenti, per generare con la nostra quotidiana attività nuove speranze per il futuro
dell'Italia»
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