25 settembre 2017
Aggiornato 13:00
Unindustria

Legno-arredo Pordenone export pari al 25,1% del totale nazionale

Il mobile di Treviso-Pordenone arriva in tutto il mondo e accanto a mercati consolidati come quelli europei (Germania e Francia su tutti) lo sviluppo più rilevante degli ultimi anni si è indirizzato in particolare verso gli Stati Uniti, il Canada e anche la Cina mentre in netta crescita, sia pure con numeri ancora ridotti, sono i flussi verso l’Africa

Legno-arredo Pordenone export pari al 25,1% del totale nazionale (© Unindustria Pordenone | Facebook)

PORDENONE - Un comparto che ha affrontato e superato la grande crisi. Lo certificano i dati del rapporto sul legno-arredo di Treviso e Pordenone, presentato in un incontro promosso da Unindustria Treviso e Unindustria Pordenone con il supporto scientifico dell’Ufficio Corporate Value Analisys di UBI Banca, a Villa Foscarini Cornaro di Gorgo al Monticano.  

I dati dell’export
Le imprese del legno-arredamento di Treviso e Pordenone hanno ripreso i volumi pre-crisi, che si riflettono in particolare nei dati dell’export (1.628 milioni di euro per Treviso e 679 milioni per Pordenone pari complessivamente al 25,1% del totale nazionale di settore). Sono imprese che danno lavoro a migliaia di dipendenti: nel Trevigiano sono 5.552 i collaboratori delle aziende del legno e 16.740 quelli che operano nel mobile; a Pordenone sono rispettivamente 1.805 e 8.248.

I mercati esteri
Il mobile di Treviso-Pordenone arriva in tutto il mondo e accanto a mercati consolidati come quelli europei (Germania e Francia su tutti) lo sviluppo più rilevante degli ultimi anni si è indirizzato in particolare verso gli Stati Uniti, il Canada e anche la Cina mentre in netta crescita, sia pure con numeri ancora ridotti, sono i flussi verso l’Africa. Entrambi i territori sono ai vertici nazionali nell’export di questo comparto che è tra quelli che caratterizzano il made in Italy. «Le previsioni di UBI Banca – dichiara Pio De Gregorio, responsabile Corporate Value Analysis di Ubi Banca -  indicano che quest’anno il fatturato delle imprese del mobile di Treviso e Pordenone potrebbe aumentare in media del 4,5% rispetto al 2016 e di un ulteriore 3,7% nel 2018. Il margine operativo lordo in percentuale del fatturato dovrebbe attestarsi stabilmente intorno all’8%, consolidando l’aumento della redditività operativa realizzato nel corso degli ultimi due anni anche in virtù delle strategie di riorganizzazione messe in atto per rafforzare il posizionamento competitivo».

L’indagine
Un sondaggio su 80 imprese ha permesso di fotografare la realtà delle aziende trevigiane e pordenonesi del legno-arredo. La leva riconosciuta del successo delle imprese è la flessibilità produttiva, per il 72,5% del campione, seguono la qualità e innovazione (55%) e la diversificazione di prodotto 36,3%) mentre minore è il ruolo del prezzo (26,3%). Strettamente connesso a questo dato vi è quello sulle principali strategie adottate: per il 76,3% queste passano per il contenimento dei costi di produzione, e poi per allargamento/innovazione di prodotto (58,8%), aumento del fatturato estero (46,3%) e progetti di aggregazione e collaborazione con altre imprese (18,8%). Il 77,5% delle aziende ha piani di espansione all’estero nel prossimo triennio, in particolare verso l’area euro (36,3%) e Usa e Canada (23,8%), in calo Russia (6,3%) e Medio Oriente (10%). Il peso del fatturato estero supera il 60% per il 32,5% delle imprese interpellate, mentre per il 53,8% non supera il 40%. Le aziende del legno – arredo di quest’area vendono soprattutto prodotti a marchio proprio (78,8%) e una bassa quota di produzione affidata a terzi (meno del 10% per il 38,8% del campione). Tra gli ostacoli alla crescita futura vi è la difficoltà a reperire collaboratori qualificati (41,3% delle aziende), i costi troppo alti dell’innovazione (28,8%), risorse finanziarie insufficienti (25%) e strutture interne inadeguate (20%). E la principale minaccia per il futuro viene vista nell’incertezza del quadro politico – economico internazionale (65%) rispetto a costi di produzione troppo elevati (31,3%), volumi produttivi insufficienti (35%) o euro forte (23,8%).

Costruire progetti comuni
«La rilevanza del settore per questo territorio – dichiarano Denise Archiutti, Presidente del Gruppo legno-arredo di Unindustria Treviso e Aldo Comelli, Presidente della Sezione legno-arredo di Unindustria Pordenone - è stata recentemente ribadita sia dalla Regione Veneto, sia dalla Regione Fvg, con i distretti del Mobile e della Sedia. Entrambe puntano al rafforzamento delle attività manifatturiere attraverso interventi finalizzati al recupero della competitività, alla conservazione dei livelli occupazionali e alla valorizzazione del territorio mettendo a disposizione, nel breve periodo, risorse pubbliche per le imprese che ricadono nei tre distretti. Come imprenditori, dovremo avere la capacità di collaborare per costruire insieme i progetti da presentare alle Regioni  e siamo quindi chiamati ad una maggiore capacità di «fare squadra», grazie al supporto delle nostre Associazioni di categoria».