24 novembre 2017
Aggiornato 19:00
mancanza di personale

Niente operazione non è un caso urgente, scoppia in lacrime

E' accaduto a una donna pordenonese che da ottobre era stata messa in lista d'attesa per eseguire una complessa operazione all'ospedale Cattinara di Trieste

All'ultimo momento non viene operata, scoppia in lacrime (© Adobe Stock)

PORDENONE – Dopo una lunga lista d’attesa, mesi passati ad aspettare, un epilogo che lascia l’amaro in bocca. È quello che è successo alla moglie di Luigi Valente, segretario provinciale dell’Ugl, che doveva sottoporsi a un complesso intervento chirurgico; dopo numerosi rinvii a un passo dal ricovero ospedaliero la donna è stata congedata per mancanza di personale.

La lunga attesa
Come riporta il Messaggero Veneto, la donna aspettava di fare l’operazione dallo scorso ottobre, momento nel quale le era stato comunicato di potersi operare il 17 gennaio all’ospedale Cattinara di Trieste. Qualche giorno prima dell’operazione il primo rinvio: gran parte del personale era in malattia. La settimana dopo il nuovo appuntamento, pre ricovero il 30gennaio alle 14 per eseguire gli esami propedeutici all’intervento fissato per il giorno dopo. Poi la nuova sorpresa. Nel giorno e all’ora stabilita la paziente si trovava al Cattinara nel reparto di chirurgia per seguire l’iter che precede l’operazione e suo malgrado si è trovata ad aspettare in sala d’attesa assieme ad altri pazienti; di lì a poco la grande delusione. Dopo poco si è presentato un medico che ha iniziato a fare una selezione tra i presenti comunicando chi sarebbe stato operato e chi no, per la signora l’esito è stato ‘rinvio a data da destinarsi’. La spiegazione questa volta è stata imputata alla mancanza di personale.

La situazione della donna
A causa dello stress e dell’ansia legati alla trepidazione e all’attesa per la situazione la donna ha avuto una crisi di pianto che l’ha accompagnata da Trieste fino al suo ritorno a casa nel pordenonese. Per lei l’operazione aveva grande importanza, considerando che da qualche anno è costretta a vivere in una condizione di disagio quotidiano dovendo assumere insulina cinque volta al giorno assieme ad altre sette pastiglie. L’operazione chirurgica le avrebbe permesso di migliorare se non risolvere questa situazione.

La risposta dell'ospedale
Il marito ha dunque rivolto la sua protesta per l’accaduto alla presidente della Regione Debora Serracchiani. Allo sfogo ha risposto il direttore generale dell’Azienda sanitaria di Trieste Nicola Delli Quadri che si è dichiarato dispiaciuto per l’intera vicenda e ha assicurato alla coppia una soluzione in tempi brevi.