22 ottobre 2017
Aggiornato 15:30
indagini sui terreni

Polli inquinati nel Maniaghese, avviati controlli su diossine e pcb

Fino a settembre i cittadini hanno aspettato la formulazione di un Piano di campionamento che tenesse conto delle ricadute delle emissioni degli impianti e l'analisi dei policlorobifenili, gli inquinanti maggiormente presenti in tutte le analisi fatte dal 2011 ad oggi

Polli inquinati nel Maniaghese, avviati controlli su diossine e pcb (© Diario di Pordenone)

PORDENONE  - «E' passato un anno da quando sono state annunciate le indagini sui terreni. Fino a settembre i cittadini hanno aspettato la formulazione di un Piano di campionamento che tenesse conto delle ricadute delle emissioni degli impianti. Un Piano che assurdamente non prevedeva l'analisi dei policlorobifenili (pcb), gli inquinanti maggiormente presenti in tutte le analisi fatte finora, dal 2011 ad oggi. Persino sui campioni prelevati, sempre entro i limiti, ma ben lontani dalle zone industriali». Si esprime così la consigliera regionale Eleonora Frattolin (M5S) sulla questione dei polli inquinati nel Maniaghese, e aggiunge: «Non si può affermare, come è stato fatto dall'assessore Sara Vito, che fino a gennaio 2016 i pcb non erano presenti nel Maniaghese e che solo dalle analisi fatte eseguire in giugno dal Movimento 5 Stelle è emersa la prevalenza di questi contaminanti. I dati smentiscono la Giunta Serracchiani, costretta conseguentemente a inserire le analisi sui policlorobifenili nel Piano di campionamento».

«Rapportarsi con l'Amministrazione Serracchiani sulla tutela ambientale - riferisce la consigliera - è come rapportarsi con i propri figli quando devono fare i compiti. Chiedi loro se li hanno fatti, ovviamente rispondono di sì, ma alla prima verifica scopri che hanno fatto sì e no la metà di quanto previsto. E arrivano le scuse. Non accettiamo le puntuali accuse di fare allarmismo e di alimentare la sfiducia verso le istituzioni, quando sono le stesse istituzioni ad alimentare sfiducia e sospetto non fornendo le adeguate risposte ai cittadini».

Quattro campionamenti, due incontri in Comune a Maniago e tre sopralluoghi congiunti con l'amministrazione della Città del coltello. È questo il bilancio dell'indagine ambientale compiuta dall'Arpa del Friuli Venezia Giulia da settembre del 2016 ad oggi per valutare la qualità dei suoli e le ricadute degli inquinanti atmosferici nel territorio del maniaghese. A darne notizia è stata l'assessore regionale all'Ambiente Sara Vito rispondendo in Aula ad un'interrogazione presentata dal consigliere Eleonora Frattolin (M5S).
Le analisi compiute hanno anche l'obiettivo di indagare quali possano essere le origini delle contaminazioni a carico delle matrici alimentari quali pollame e uova. Nello specifico, l'Arpa ha effettuato due campionamenti in un primo punto di indagine il 16 novembre e altri due in un'altra zona il 7 dicembre.

«Il materiale - ha ricordato Vito - è stato consegnato al laboratorio dell'Agenzia e le analisi sono ancora in corso. I parametri che verranno valutati nei campioni saranno le diossine (Pcdd/Pcdf) e i policlorobifenili (Pcb). "Le informazioni provenienti dalle analisi già compiute – ha concluso Vito - integrate con quelle dei modelli di diffusione degli inquinanti elaborati dall'Arpa, consentiranno di definire dal punto di vista ambientale l'intero contesto territoriale. Ciò consentirà di valutare con maggior precisione l'effettiva necessità di installare una rete di deposimetri nei luoghi di maggiore ricaduta delle eventuali polveri contaminate per ulteriori approfondimenti».

Nel dare la risposta al consigliere Frattolin, Vito ha ricordato inoltre che l'Arpa ha effettuato anche due incontri, in Comune a Maniago, e altri tre sopralluoghi congiunti con l'amministrazione comunale della Città del coltello.