20 agosto 2017
Aggiornato 07:30
grafica, mosaici e origami

Mostra Labirinto: opere d'arte dal carcere

"E’ un segno che simbolicamente rimanda alla vita delle persone, che qui sono entrate ed entrano e che intraprendono un percorso fatto di consapevolezza della propria colpa ma anche un viaggio di recupero della dignità per ritornare attivamente nella società"

Mostra Labirinto: opere d'arte dal carcere (© Comune di Pordenone)

PORDENONE - Allestita al Museo di Storia Naturale 'S. Zenari', in via della Motta, è stata inaugurata negli scorsi giorni la mostra 'Labirinto' costituita da mosaici, opere di legatorie e quadri, realizzate dai detenuti del Carcere di Pordenone. Presenti gli assessori Eligio Grizzo e Pietro Tropeano con il direttore del carcere Alberto Quagliotto e i referenti delle varie associazioni che operano all'interno della casa circondariale. 

Le realizzazioni
Proposti i lavori frutto dei corsi artistico-artigianali estivi curati con il contributo dell’Ambito Urbano 6.5, quelli del corso di legatoria seguiti dallo Ial e i mosaici realizzati in collaborazione con l’A.R.S.A.P.
Saranno esposti libri di origami, mosaici a carattere geometrico che si richiamano ai motivi classici romani interpretati in chiave moderna, lavori del laboratorio di grafica, acquarelli e opere a tempera.


«Il coordinamento delle attività curate dei servizi sociali – interviene il vice sindaco e assessore referente Eligio Grizzo che interverrà all’inaugurazione – in questo come in altri casi è significativa, poiché consente anche a coloro che vivono in condizioni di limitazione della propria libertà, di manifestare i propri sentimenti attraverso espressioni artistiche". «Da qualche anno ormai il castello di Pordenone,» - commenta il direttore della casa circondariale Alberto Quagliotto - «continua ad arricchirsi di segni; accanto ai mosaici degli stemmi della Polizia Penitenziaria e della città e all’affresco nel cortile interno, oggi si aggiunge un altro segno; il labirinto, disegnato nel fossato, che divide la città dal castello. E’ un segno che simbolicamente rimanda alla vita delle persone, che qui sono entrate ed entrano e che intraprendono un percorso fatto di consapevolezza della propria colpa ma anche un viaggio di recupero della dignità per ritornare attivamente nella società

Progetto per il reinserimento nella società civile
Gli amministratori pubblici hanno evidenziato l'importanza dei progetti che uniscono gli aspetti sociali e quelli culturali, i quali aiutano a ricercare una via per il reinserimento nella società civile.

Opera come metafora della vita
I partecipanti poi si sono portati nello spazio interno del carcere, dove, è stato realizzato il Labirinto cretese, quello con una sola uscita ed una sola entrata, in un certo senso metafora della vita.

Orari per la visita
'Labirinto' è sostenuta dagli assessorati alle politiche sociali e alla cultura del Comune di Pordenone, dalla Casa circondariale, dall’Uti del Noncello e dalla Coop Oasi..
Sarà visitabile, ad ingresso libero, fino al 26 febbraio, aperta dal mercoledì alla domenica dalle 15 alle 19.