23 agosto 2017
Aggiornato 19:30
un modello di cooperazione

La presidente Serracchiani ha incontrato la Uti "Valli e Dolomiti friulane"

L'obiettivo è costruire un ente pubblico senza distinzioni tra centro e periferia, capace di generare crescita e benessere dei cittadini e far vivere i piccoli municipi

La presidente Serracchiani ha incontrato la Uti "Valli e Dolomiti friulane" (© Adobe Stock)

PORDENONE - La presidente della Regione Debora Serracchiani ha incontrato presidente e sindaci dell'ufficio di
presidenza della Uti 'Valli e Dolomiti friulane', assieme al nuovo direttore generale Luciano Gallo e al segretario Patrizia Mascellino. «Un'Unione che sta lavorando molto bene e che è già in uno stato avanzato di elaborazione del Piano per lo sviluppo», ha sottolineato Serracchiani, ringraziando per l'impegno sindaci, Consigli comunali e il direttore Gallo.

La presidente ha accolto con molto favore la proposta emersa nell'incontro per una «conferenza dei servizi» che sia
propedeutica all'evento organizzato dalla stessa Uti a fine marzo nella centrale idroelettrica di Monterale Valcellina in cui tutti i portatori di interesse approfondiranno i temi per lo sviluppo del territorio: impresa, paesaggio, coesione sociale, sostenibilità e naturalità.

Il presidente della Uti e sindaco di Maniago Andrea Carli ha riferito a Serracchiani della recente partecipazione dell'Unione alla conferenza internazionale 'Inter-municipal cooperation and good governance' di Nicosia, a Cipro: l'Uti si è presentata come caso italiano, modello di cooperazione che coinvolge venti comuni e tre valli e che è stato oggetto di confronto tra esperti e amministratori di numerosi Stati, dalla Francia alla Polonia, dalla Grecia alla Svizzera.

Gallo ha presentato a Serracchiani i punti salienti dei progetti per i servizi da una parte, e dello sviluppo dall'altra.
«L'obiettivo è costruire una Uti distribuita, senza distinzioni tra centro e periferia, capace di generare crescita e benessere dei cittadini e fare vivere i piccoli municipi". Per questo deve essere una Uti collegata, collaborativa e cooperativa. «Consapevoli delle nostre rispettive fragilità abbiamo deciso di intraprendere un percorso insieme, ma l'unione non deve servire solo per un riordino dei servizi, ma soprattutto per creare sistemi di collaborazione per politiche di crescita", ha precisato Gallo.

Tra i temi cardine per i servizi che sono stati affrontati quello degli incentivi per le funzioni, la sfida del turn over -
nei prossimi 5 anni è previsto il 30% dei pensionamenti - il ruolo del segretario delle Uti; la risoluzione «a geometria
omogenea e non variabile»
degli ambiti dei servizi sociali.

Ferrovia e creazione del sistema ciclabile delle Dolomiti friulane; la promozione turistica della diga del Vajont;
progetti per il lavoro che rileggano il territorio come «terra delle opportunità»; e molti progetti di sostenibilità ambientale
e di cultura identitaria sono solo alcuni dei temi che sono stati proposti all'attenzione della Giunta regionale e che saranno approfonditi in occasione di un prossimo incontro operativo.