24 ottobre 2017
Aggiornato 05:30
Organizzato dalle Cciaa del Friuli Occidentale e della Marca

Protezione civile: Panontin spiega a studenti importanza prevenzione

Collegate via streaming video hanno partecipato all'incontro anche gli istituti Marchesini e Della Velentina di Sacile nonché il Grigoletti e Mattiussi di Pordenone

Tomaso Boer, vicesindaco di Brugnera nel 1966, Paolo Panontin e i presidenti Mario Pozza (Camera di Commercio Treviso) e Giovanni Pavan (Camera di Commercio Pordenone) alla presentazione del video sull'alluvione del 1966 (© Regione Friuli Venezia Giulia)

BRUGNERA«Prevenzione attraverso la pianificazione e ruolo strategico della Protezione civile. Sono questi i due veri temi che consentono ad un territorio di affrontare e superare le emergenze come quelle che si sono verificate cinquant'anni fa e che hanno messo in ginocchio il Friuli Venezia Giulia e il vicino Veneto». Lo ha affermato l'assessore regionale alla Protezione Civile Paolo Panontin intervenendo all'Ipsia 'Bruno Carniello' di Brugnera, in occasione della presentazione di un video dedicato all'alluvione del 1966 che devastò il territorio tra la provincia di Pordenone e Treviso. Collegate via streaming video hanno partecipato all'incontro anche gli istituti Marchesini e Della Velentina di Sacile nonché il Grigoletti e Mattiussi di Pordenone.

A organizzare l'evento sono state le Camere di Commercio del Friuli Occidentale e della Marca, che con questa iniziativa congiunta «hanno voluto dimostrare - hanno detto i presidenti dei rispettivi enti Giovanni Pavan e Mario Pozza - quanto i due territori abbiano tra loro delle affinità non solo in campo economico e commerciale, come dimostrano ad esempio il distretto del Mobile a cavallo delle due province, ma anche sotto il profilo sociale». All'incontro erano presenti anche i sindaci di Brugnera, Prata e Sacile nonché il Vescovo della Diocesi Concordia-Pordenone, il presidente dell'associazione Altolivenza che ha coordinato la realizzazione del video nonchè il prefetto e numerose altre autorità civili e militari.

Interrogato dagli studenti dell'istituto professionale, Panontin ha risposto alle domande riguardanti il ruolo della Regione nella definizione del piano di assetto idrogeologico e alle funzioni svolte dalla Protezione civile in occasione di eventi simili a quelli che nel '66 interessarono questa provincia. L'assessore
regionale ha ricordato come il verificarsi di calamità così importanti determini innanzitutto una forte presa di coscienza sulla fragilità del territorio «a cui fa seguito la pianificazione e messa in sicurezza con effetti di tutela dell'incolumità pubblica». A tal proposito Panontin ha evidenziato i molteplici interventi compiuti in provincia di Pordenone, «a partire da quelli sul sistema idrografico minore fino alle grandi infrastrutture come ad esempio la diga di Ravedis. L'opera - ha aggiunto - è di fondamentale importanza per questo territorio; oltre ad essere utile per consentire l'irrigazione dell'alta pianura e rappresentare un bacino per la produzione di energia, permette anche di gestire il deflusso dell'acqua da monte a valle, mettendo in sicurezza il territorio dagli allagamenti in caso di forti piogge».

Panontin si è poi soffermato sul ruolo della Protezione civile, «istituzione nata con legge regionale nel 1986, che rappresenta un nostro fiore all'occhiello in Italia e all'estero. La sua funzione non è solo quella di compiere interventi in situazione di emergenza, ma è anche deputata a svolgere attività di prevenzione e salvaguardia del territorio». Panontin ha ricordato infine gli investimenti tecnologici compiuti dalla Regione per dotare la Protezione civile di quegli strumenti per il monitoraggio delle situazioni di pericolo, a cui si aggiunge il grande lavoro compiuto dalle squadre di volontari coordinati dalla centrale operativa di Palmanova.