25 maggio 2017
Aggiornato 18:00
dove sono andati a finire gli ingenti investimenti già impiegati?

Frattolin, adeguamento e manutenzione della rete idrica

La notizia del maxi piano da 31 milioni di euro in 4 anni, annunciato con grande enfasi mediatica dal presidente di Hydrogea Giovanni De Lorenzi, suscita qualche perplessità e alcune domande più che legittime

PORDENONE - «L'adeguamento e la manutenzione della rete idrica è un'attività che deve essere eseguita costantemente, ma la notizia del maxi piano da 31 milioni di euro in 4 anni, annunciato con grande enfasi mediatica
dal presidente di Hydrogea Giovanni De Lorenzi, non può che suscitare qualche perplessità e alcune domande più che legittime. A partire da una considerazione tanto banale quanto urgente: se solo adesso Hydrogea indica come indispensabile l'utilizzo di ben 31 milioni di euro per portare a termine queste opere, è ovvio chiedersi fino ad oggi dove siano andati a finire gli ingenti investimenti già impiegati (e pagati dalle bollette dei cittadini)?»
. L'osservazione è della consigliera regionale del M5S Eleonora Frattolin.

«Una seconda domanda - aggiunge Eleonora Frattolin - sorge ancora dalla dichiarazione dell'azienda in merito ai 20 milioni di copertura finanziaria propria, in un sistema di servizio pubblico (secondo la legge Galli) a totale carico dei cittadini che dovrebbe coprire i costi di gestione, gli investimenti necessari a garantire il servizio e una piccola marginalità. Allora da dove saltano fuori i 5 milioni di euro all'anno necessari a tale copertura se non, come sempre, dalle tasche dei cittadini? Perché Hydrogea non riesce ad accedere a finanziamenti bancari?».

La consigliera del M5S solleva infine alcuni dubbi legati all'inquinamento. «Siamo sicuri che per risolvere il problema
dell'inquinamento da atrazina (Dact) - che nel settembre del 2016 durante un'audizione in Consiglio regionale Hydrogea sosteneva di aver già risolto - sia sufficiente aggiungere filtraggi, aumentare la profondità degli emungimenti in falda e miscelare acque pure con acque meno pure in modo da ottenere diluizioni nei limiti di legge? Il dovere delle istituzioni e dei gestori non dovrebbe essere anche quello di risolvere alla fonte il problema? Se andiamo avanti così -
conclude Frattolin - prima o poi anche le falde profonde saranno inquinate con conseguenze, a quel punto, irreparabili».