25 maggio 2017
Aggiornato 06:30
grave criticità

Il Punto di ascolto anti-mobbing di Pordenone è a rischio chiusura

Il centro è nato oltre dieci anni fa da una convenzione stipulata tra la Provincia di Pordenone e la Cisl ed è dedicato alla lotta contro le discriminazioni e le violenze sul luogo di lavoro

PORDENONE - «La situazione di grave criticità che sta colpendo il Punto di ascolto anti-mobbing di Pordenone è l'ennesima dimostrazione della superficialità dell'attuale Esecutivo regionale". Questo il commento di Mara Piccin (Fi) in merito al rischio chiusura del Punto d'ascolto nato oltre dieci anni fa da una convenzione stipulata tra la Provincia di Pordenone e la Cisl, dedicato alla lotta contro le discriminazioni e le violenze sul luogo di lavoro, e accreditato dalla Regione.

«In seguito alla legge regionale 6/2016 che modifica la LR 7/2005 - rende noto la Piccin -, la Giunta Serracchiani non ha ancora adottato un nuovo regolamento, con la conseguenza che, se non si interverrà in tempi brevi, l'attività della struttura rischia la chiusura con la fine del prossimo mese di marzo. Il centro contro i disagi sul lavoro, nel decennio di attività, ha raggiunto risultati che sono stati più volte apprezzati e riconosciuti oltre che dal territorio, anche dalla stessa Regione. Tuttavia - prosegue la consigliera regionale forzista - al danno si aggiunge la beffa. A causa dell'incapacità più volte dimostrata da questo Governo regionale a coordinare la propria normativa sulle Unioni territoriali intercomunali (Uti), ancora non si sa se il Punto d'ascolto potrà continuare a usufruire a titolo gratuito dell'attuale sede, Villa Carinzia, che appartiene al novero dei beni immobiliari provinciali dal destino ancora incerto».

«Pertanto - conclude la Piccin -, ho depositato nei giorni scorsi un'interrogazione per sapere se è nelle intenzioni della Giunta prendere provvedimenti per tutelare un servizio che funziona molto bene».