27 giugno 2017
Aggiornato 21:00
problema dei neet

Piccin, AttivaGiovani, una mia proposta di legge presentata nel 2014

Iniziativa per il sostegno all'occupazione dei giovani: contributi e misure per l'autoimprenditorialità, costituzione e avvio di imprese formate da giovani, inserimento nel mondo del lavoro attraverso la facilitazione di contratti a tempo indeterminato e la deduzione degli oneri in carico alle imprese che li assumono

Piccin, AttivaGiovani, una mia proposta di legge presentata nel 2014 (© Regione Friuli Venezia Giulia)

PORDENONE - «Ho sollevato il problema dei neet (così sono denominati i giovani che non studiano e non
lavorano) già a inizio legislatura, e ora chiederò che la mia proposta di legge datata 2014 venga esaminata congiuntamente a quella di iniziativa dell'assessore Panariti, arrivata con ben tre anni di distacco»
. Così interviene Mara Piccin, consigliera regionale di Forza Italia, sul recente disegno di legge a firma della Giunta Serracchiani concernente il sostegno all'occupazione dei giovani.

«La mia proposta di legge aveva fatto seguito a una interrogazione rivolta alla Giunta nel 2014, la cui risposta mi
aveva lasciata perplessa. Tant'è che a settembre dello stesso anno ho provveduto a presentare un progetto di legge inerente 'Contributi e misure per l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro', frutto della rielaborazione di un emendamento presentato durante l'assestamento di bilancio 2014, e ritirato a fronte della promessa della Giunta, mai mantenuta, di esaminarlo in Commissione.

Le numerose iniziative per il sostegno all'occupazione dei giovani al tempo sbandierate dall'Esecutivo Serracchiani -
commenta Piccin - pare abbiano sortito nel tempo ben pochi effetti positivi, posto che la situazione è precipitata con
l'eliminazione dei voucher. E proprio in questo contesto è intervenuto il disegno di legge di iniziativa giuntale.

Presentare come innovativa nel 2017, a quasi tre anni di distanza, una proposta di legge sul problema dell'occupazione giovanile, senza aver mai nemmeno calendarizzato la mia proposta di legge, significa oltre che essere in grave ritardo rispetto al problema, anche vivere fuori dalla realtà.

«La mia proposta - spiega Piccin -  prevedeva contributi e misure per l'autoimprenditorialità, la costituzione e l'avvio di imprese formate da giovani, l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro attraverso la facilitazione di contratti a tempo indeterminato e la deduzione degli oneri in carico alle imprese che li assumono.

«Sorge il sospetto - conclude Piccin -  che un intervento arrivato a un passo dalla scadenza della legislatura, con il solo fine di tamponare la grave situazione sorta con dell'eliminazione dei voucher, abbia il sapore di una bandierina per la prossima campagna elettorale. E a farne le spese sono i giovani della regione che attendono da anni un intervento».