26 maggio 2018
Aggiornato 06:30
a ottobre sarà avviata la beatificazione

Pordenone ricorda il cardinale Celso Costantini con una stele

Nell’omonima piazza cittadina, è stata scoperta la stele con cui la città di Pordenone rende un ulteriore onore all' eminente figura di ecclesiastico a cui fu conferita la cittadinanza onoraria nel 1956

PORDENONE - Nell’omonima piazza cittadina, è stata scoperta la stele con cui la città di Pordenone rende un ulteriore onore al cardinal Celso Costantini (Zoppola 1876 – Roma 1958), eminente figura di ecclesiastico a cui fu conferita la cittadinanza onoraria nel 1956. Caldeggiata dall’Associazione 'Amici del Cardinale Celso Costantini', l’iniziativa è stata promossa dal Comune di Pordenone e dalla Diocesi di Concordia-Pordenone con il sostegno dei due Rotary club di Pordenone del Distretto Rotary 2060 e di una socia dell’Associazione.

Il Sindaco Alessandro Ciriani ha ringraziato per l’infaticabile opera dell’associazione Amici del cardinale Celso Costantini, della diocesi di Concordia e Pordenone e di quanti hanno contribuito alla realizzazione di questo evento, per onorare la figura del prelato. Il cardinale Costantini – ha proseguito - fu pioniere del moderno respiro internazionale della Chiesa e di quell’intuizione globale del mondo, intesa nella sua accezione migliore, che oggi è realtà. Fu un uomo coraggioso perché non ebbe timore di varcare i confini di territori lontani… e … gli va riconosciuta la sua grande arte di tessitore di relazioni diplomatiche che sono un esempio non solo per la chiesa. Quanto servirebbero, al giorno d’oggi, quelle capacità per ispirare la vera politica, cioè l’arte di perseguire il bene comune!, la politica intesa come sviluppo della Polis, della città; la politica che, al di là delle legittime contrapposizioni e dei confronti che rappresentano il sale della democrazia, capisce quando c’è bisogno di unirsi per un obiettivo superiore, capisce quando è ora di accantonare il tornaconto della fazione per abbracciare il bene superiore della nazione. Ecco dunque che l’attività diplomatica di Celso Costantini è ancora oggi esempio per chi amministra, anche per chi amministra una città. Noi, come amministratori, nel rispetto della laicità e delle convinzioni di ciascuno, condividiamo quel tessuto di valori comuni che vivono ancora nella nostra terra grazie anche all’esempio di figure come il cardinale Costantini. Quel tessuto di valori che si chiama cristianesimo e che ha informato di se una civiltà millenaria. Quelle radici che sono il fondamento dell’Europa, dell’Italia, della nostra comunità, del nostro vivere civile. Quelle radici che hanno cresciuto il rispetto della vita umana e della sua sacralità, di tutte le vite umane in modo uguale, uomini e donne, persone virtuose e non, credenti e non credenti. Questa Stele che oggi la città tributa giustamente a uno dei geni della nostra terra pordenonese, - ha concluso -è il ringraziamento di un’intera comunità nei confronti di chi ha saputo essere direttamente o indirettamente ispiratore di questo ampio tessuto di sentimenti, capacità, iniziative la cui forza non si è affievolita, e anzi si è accresciuta, con il passare del tempo.

S.E il vescovo mons. Giuseppe Pellegrini. ha ricordato che il Cardinal Costanti è stato uomo di chiesa e di mondo, ha scelto di benedire il monumento con una storica stola cinese già del Cardinale e ha comunicato che a ottobre sarà avviata la causa di beatificazione. La stele in corten, alta due metri e mezzo, in forma di parallelepipedo, è stata disegnata dal famoso architetto Luigi Molinis che l’ha descritta come «un solido geometrico complesso dalle molte sfaccettature, poliedrica di difficile decifrazione, che vuole richiamare la polimorfica personalità del Cardinal Celso Costantini». E’ stata realizzata dell’ing. Giovanni Cattaneo ed è caratterizzata di lastre di cristallo sulle quali sono incise la figura del Porporato e un’iscrizione che illustra le sue gesta.

La figura del Cardinale è stata tracciata dall’avv. Pompeo Pitter, presidente dell’Associazione e il monumento ricorda alcuni suoi tratti essenziali che fu un protagonista nella Chiesa e nel mondo del secolo XX. Scultore e letterato noto a livello nazionale, durante la Grande Guerra fu mandato ad Aquileia come conservatore dell’antica basilica e direttore del museo archeologico. Per questa sua attività Aquileia gli conferì la cittadinanza onoraria.
Nel 1918 divenne vicario generale della nostra Diocesi e fondò l’istituto per i 'figli della guerra' salvandoli dalla disperazione e dalla morte. Promosso Vescovo a Fiume, in Croazia, evitò un bagno di sangue alla città governata da Gabriele D’Annunzio. Inviato in Cina, fondò la Chiesa cattolica con i primi Vescovi e religiosi indigeni. Fu richiamato a Roma per dirigere le missioni cattoliche di tutto il mondo e si adoperò per curare le ferite della II guerra mondiale, mettendo in salvo Alcide De Gasperi e tanti altri. Creato Cardinale nel 1953 e nominato Cancelliere di Santa Romana Chiesa, favorì i rapporti tra Oriente e Occidente nel concerto delle Nazioni. Legato alla sua terra d’origine, lasciò al Comune di Pordenone il suo patrimonio artistico e alla Diocesi destinò i libri e i manoscritti. Deceduto a Roma nel 1958, volle che la sua salma riposasse a Castions di Zoppola, tra la sua gente che sempre ha portato nel cuore.

Alla cerimonia sono intervenuti il prefetto Maria Rosaria Laganà, il sindaco di Zoppola Francesca Papais, assessori e consiglieri comunali, autorità civili e militari, soci del’Associazione e rappresentanti degli sponsor.