16 dicembre 2017
Aggiornato 21:30
rassegna internazionale a dicembre

Rive a Pordenone Fiere punto di riferimento nazionale per l'intera filiera del vitivinicolo

Dal vivaismo, ambito nel quale il Friuli Venezia Giulia è leader mondiale per la produzione di barbatelle, alle tecnologie di cantina, fino a ricerca ed innovazione agronomica e tecnica

Cristiano Shaurli alla presentazione della prima edizione di RIVE / Rassegna Internazionale di Viticoltura ed Enologia in programma alla Fiera di Pordenone dal 12 al 14 dicembre (© Regione Friuli Venezia Giulia)

PORDENONE - «La prima edizione di Rive e l'attenzione che da subito ha riscosso confermano la dinamicità di Pordenone Fiere e la centralità dell'intera filiera vitivinicola regionale». Lo ha affermato l'assessore regionale alle Risorse Agricole, Cristiano Shaurli, intervenendo alla presentazione della prima edizione di Rive, l'esclusiva rassegna internazionale di viticoltura ed enologia in programma alla Fiera di Pordenone dal 12 al 14 dicembre.

Tra i presenti anche Luca Bianchi, capo dipartimento politiche competitive e della qualità agroalimentare del
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e di Vincenzo De Luca, direttore generale per la promozione del
sistema paese del Ministero degli affari esteri.

«Questo è un settore - ha evidenziato Shaurli - che eccelle per qualità delle produzioni ed è un vero e proprio punto di
riferimento nazionale, non solo per l'intera filiera lunga del vitivinicolo. Dal vivaismo, ambito nel quale il Friuli Venezia
Giulia è leader mondiale per la produzione di barbatelle, alle tecnologie di cantina, fino
- ha spiegato l'assessore - a ricerca ed innovazione agronomica e tecnica figlie del grande investimento fatto sulla formazione superiore ed universitaria».
«In questo campo - ha aggiunto l'assessore - il Friuli Venezia Giulia è un vero laboratorio di innovazione a cui molti guardano e che, in meno di due anni, ha ricevuto il riconoscimento della Doc Friuli attesa da decenni e, a livello di Nordest, della Doc interregionale del Pinot Grigio. Quest'ultima - ha sottolineato Shaurli - è frutto di una decisione collegiale fra i tre territori coinvolti che hanno voluto elevare qualità e tracciabilità di un vino di cui, va ribadito, siamo i primi produttori ed esportatori mondiali. In quest'ottica - ha detto - va anche il grande investimento sulla sostenibilità ambientale attraverso i vitigni resistenti ed altro ancora».
«I risultati - ha commentato Shaurli - arrivano dall'unità del comparto, da istituzioni che accompagnano e non impongono e da un investimento in termini di formazione e di innovazione tecnica e culturale che sta dando i suoi frutti. Rive - ha concluso - è anche questo e rappresenta un percorso fatto, uno stimolo ed un'opportunità per un'ulteriore crescita».

Per Attilio Scienza, professore ordinario presso l'Università degli studi di Milano e uno dei massimi esperti al mondo di viticoltura, intervenuto alla conferenza stampa, «il futuro della viticoltura italiana si gioca nell'applicazione concreta dei risultati della ricerca scientifica che ci consente di reagire ai rischi dei mutamenti climatici e, nel contempo, di dare garanzie al consumatore sulla salubrità dei prodotti alimentari».

L'Innovazione genetica e la viticoltura di precisione saranno tra i temi al centro della manifestazione. L'applicazione concreta ricerca scientifica diventa così chiave di volta per riuscire a dare alla viticoltura italiana un nuovo futuro, che
non sia rappresentato da vini da pochi centesimi alla bottiglia.
La ricetta è partire da una corretta interpretazione della tradizione, concentrando l'attenzione su due nodi cruciali della
filiera vitivinicola: le conseguenze del cambiamento climatico e le attese del consumatore. Per esempio il miglioramento della vite, grazie alla decriptazione del genoma, ha aperto una nuova era per l'ottenimento di vitigni resistenti alle malattie crittogamiche.

È proprio su questa visione, rispettosa della tradizione e fiduciosa nell'innovazione scientifica, che si è mossa Pordenone Fiere nell'organizzazione di Rive con l'obiettivo di contribuire al cambiamento di paradigma necessario per far crescere la competitività della viticoltura e dell'enologia italiana.
La manifestazione, internazionale e capace di intercettare tutta la sapienza e scienza italiane nel settore vitivinicolo, offre alle aziende dell'intera filiera del vino, dal campo alla cantina, importanti possibilità di sviluppo e rappresenta una
strategica occasione di supporto per l'industria di settore del Friuli Venezia Giulia e di tutta Italia.

«Rive - ha evidenziato Pietro Piccinetti, amministratore delegato di Pordenone Fiere - è un evento verticale che parte dalla pianta della vite, la barbatella, e dalla sua coltivazione, passando da macchinari, prodotti chimici, attrezzature per arrivare fino in cantina, attraverso presse, vinificatori, tini, botti, lieviti e altri prodotti per la fermentazione, l'imbottigliamento e l'etichettatura».
«Questo - ha sottolineato Piccinetti - è un progetto unico che riunisce tutta la filiera di produzione in un solo evento, come succede in Francia per Vinitech o Sitevi. Si tratta di un appuntamento del tutto diverso dagli altri eventi di settore che si tengono in Italia e si propone di colmare un vuoto fieristico, realizzando la prima vera fiera verticale sulla coltivazione della vite e la produzione del vino».