24 ottobre 2017
Aggiornato 06:00
Unioni Comuni

Panontin, più risorse per le scuole e il personale

Più disponibilità rispetto alla spesa storica sostenuta dalle Province per la gestione degli edifici, a cui si somma un ulteriore tesoretto che la Regione metterà a disposizione per piccoli interventi di manutenzione straordinaria

PORDENONE - Più risorse alle Unioni rispetto alla spesa storica sostenuta dalle Province per la gestione degli edifici, a cui si somma un ulteriore tesoretto che la Regione metterà a disposizione per piccoli interventi di manutenzione straordinaria. Infine, anche la disponibilità a compensare il personale mancante per la gestione del patrimonio. Sono questi, in sintesi, tre dei principali aspetti legati al trasferimento dell'edilizia scolastica dalle Province alle forme associative di Comuni a seguito delle intese siglate nei giorni scorsi tra la Regione e le Unioni territoriali capofila, ossia quelle in cui si trova il Comune capoluogo.

Ad illustrare i dettagli del passaggio è stato l'assessore regionale alle Autonomie Locali, Paolo Panontin, il quale, nel
corso di una conferenza stampa svoltasi a Pordenone, ha illustrato numeri e procedure sottostanti gli accordi.
Come prevede la legge regionale 26 del 2014, da aprile le funzione in materia di edilizia scolastica e istruzione sono
state trasferite ai Comuni per l'esercizio in forma associata mediante le Unioni. In particolare sul territorio regionale, il
numero di edifici interessati al passaggio sono 157 per un volume complessivo di oltre 2,3 milioni di metri cubi, mentre gli studenti che frequentano le scuole oggetto del provvedimento sono poco più di 48 mila. Contestualmente la Regione ha trasferito anche delle risorse economiche, che per il triennio 2017-2019 ammontano a 51,7 milioni di euro.

«Per definire questa cifra - ha detto Panontin - abbiamo tenuto conto, come base di partenza, dei costi più alti sostenuti dalle Province prima del passaggio di competenza, valore che la Regione ha incrementato di quasi un milione di euro affinché ci fosse una totale copertura della spesa».
«Per il 2017 - ha aggiunto l'assessore - verranno quindi riconosciuti agli enti locali gli 8/12 della cifra annuale, pari
a 11,6 milioni di euro, valore che diventerà di 15,5 milioni nel 2018 e 2019»
. Se da un lato tutto ciò andrà a coprire la parte ordinaria, la Regione ha previsto per questo settore un ulteriore tesoretto di 9 milioni ripartito in modo uguale nell'arco di tre anni per piccoli interventi di manutenzione straordinaria.
«È questa - ha evidenziato Panontin - una posta del tutto nuova che si somma alle risorse che la direzione regionale
Infrastrutture già garantisce alle Autonomie locali per gli interventi straordinari di ristrutturazione, efficientamento
energetico, ampliamento, messa a norma e nuove costruzioni»
.

Altro capitolo il personale legato alla gestione delle scuole. Oltre a quello trasferito dalle Province alle Unioni subentranti, Panontin ha assicurato alle forme associative comunali la collaborazione di personale regionale che sta svolgendo funzioni in materia di istruzione.
«La Regione - ha affermato l'assessore - fungerà da stanza di compensazione mettendo a disposizione propri dipendenti in quelle realtà in cui il personale non risultasse sufficiente per la gestione del patrimonio scolastico. Inoltre cederà propri spazi assunzionali alle Unioni sprovviste della capacità di assumere dipendenti da destinare al settore».

Rispetto alla situazione attuale, in cui tutta la partita della gestione è in capo alle Unioni, in futuro potrebbero esserci dei cambiamenti. «In fase di stesura delle intese - ha spiegato Panontin - alcuni Comuni hanno evidenziato la disponibilità a gestire autonomamente gli istituti scolastici presenti nel proprio territorio. Con una norma approvata in Consiglio regionale la scorsa settimana - ha concluso - abbiamo accolto questa istanza per cui, nei prossimi mesi, ci potranno essere delle amministrazioni che sceglieranno di attuare una gestione diretta delle scuole».