24 maggio 2017
Aggiornato 23:00
veglia di preghiera all'azienda Venchiaredo

Lavoro: bisogna cambiare il paradigma senza abdicare alle conquiste

Prendendo come esempio il progresso tecnologico sempre più presente all'interno delle imprese, il vicepresidente della Regione ha messo in evidenza come la 'Fabbrica 4.0' non sia necessariamente in contrasto con il mondo del lavoro

Il vicepresidente della Regione Bolzonello alla veglia di preghiera per il lavoro, svoltasi all'azienda Venchiaredo (© Foto ARC Liberti)

RAMUSCELLO DI SESTO AL REGHENA - «Servono grande coesione sociale e capacità di capire che il mondo del lavoro sta cambiando anche a seguito del progresso tecnologico. Ma non bisogna scendere a compromessi con le conquiste ottenute». Lo ha detto il vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello partecipando a Ramuscello di Sesto al Reghena alla veglia di preghiera per il lavoro, svoltasi all'azienda Venchiaredo. Alla presenza del vescovo della Diocesi di Pordenone Giuseppe Pellegrini, del coordinatore della pastorale sociale e del lavoro don Dario Roncadin, dei dipendenti e del presidente dell'azienda ospitante Alessandro Driussi, il sindaco Marcello del Zotto ed il consigliere regionale Daniele Gerolin, Bolzonello ha ricordato come si stia verificando, in tempi molto rapidi, un cambio di paradigma con il quale la società è chiamata a confrontarsi.

Prendendo come esempio il progresso tecnologico sempre più presente all'interno delle imprese, il vicepresidente della Regione ha messo in evidenza come la 'Fabbrica 4.0' non sia necessariamente in contrasto con il mondo del lavoro «a patto che - ha detto - la società sia in grado di leggere questi
cambiamenti e sappia mettere in atto quei mutamenti che le consentano di aprire nuovi orizzonti. Ne è un esempio il mondo della scuola, che deve preparare i nostri ragazzi a professioni ancora in embrione e che si svilupperanno negli anni". 
Bolzonello ha poi ricordato come «i cambiamenti da mettere in atto saranno sempre più veloci, in quanto inseriti all'interno di un contesto che non permette più di focalizzare l'attenzione solo su ragionamenti di lungo periodo, ma richiede soluzioni immediate». Tuttavia, ha rimarcato il vicepresidente, ciò non deve andare a discapito della dignità del lavoro «un valore faticosamente conquistata nel secolo precedente e che oggi, più che mai, va tutelato e rinsaldato attraverso la coesione sociale».

Il vescovo, nel corso dell'omelia, ha esortato i presenti affinchè si guardi al futuro con ottimismo «perchè il crollo della speranza - ha spiegato monsignor Pellegrini - porta ad estraniarci dalla vita sociale. Capita molto spesso - ha aggiunto - che chi ha perso il lavoro si chiuda in se stesso, decretando
così un fallimento esistenziale e a volte familiare»
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