27 giugno 2017
Aggiornato 21:00
cultura

Torrenti, mecenatismo vincente è quello di 'scopo'

Partendo dall'Art bonus e dai benefici fiscali che esso propone ai privati intenzionati ad investire nella cultura, l'assessore regionale ha spiegato quale deve essere il ruolo dell'ente pubblico in questo settore e quali invece le prerogative di filantropi e mecenati

Gianni Torrenti (Assessore regionale Cultura, Sport e Solidarietà) al convegno "Il mecenatismo e la filantropia a favore degli enti culturali, socio-assistenziali e di ricerca" (© Foto ARC Liberti)

PORDENONE - «Il mecenatismo, per dare risultati, non deve essere 'cieco', quanto invece 'di scopo' ossia mirato allo sviluppo di progetti specifici che possano incrementare la qualità del nostro patrimonio culturale». Lo ha affermato l'assessore regionale Gianni Torrenti, intervenendo a Pordenone alla tavola rotonda del convegno dal titolo 'Il mecenatismo e la filantropia a favore degli enti culturali, socio-assistenziali e di ricerca' organizzato da Studio Ciganotto Cinelli Salvato Mangione in collaborazione con AcbGroup e Teatro Comunale Giuseppe Verdi. Alla tavola rotonda hanno partecipato tra l'altro anche Carolina Botti, referente del Ministero per i Beni culturali, la quale ha ricordato come in Italia attraverso l'Art bonus, siano state investite risorse pari a 175 milioni di euro, di cui il 4 per cento da parte di privati cittadini, 46 per cento da imprese e il 50 per cento da fondazioni bancarie.

Partendo da questo strumento nazionale e dai benefici fiscali che esso propone ai privati intenzionati ad investire nella cultura, Torrenti ha spiegato dapprima quale deve essere il ruolo
dell'ente pubblico in questo settore e quali invece le prerogative di filantropi e mecenati. «La specialità della nostra Regione - ha spiegato l'assessore regionale - ci ha consentito di intervenire in modo diretto in ambito culturale per garantire la partecipazione al finanziamento pluriennale a enti e associazioni che propongono progetti di ampio respiro». In termini di numeri, Torrenti ha ricordato come il Friuli Venezia Giulia sia la seconda regione in Italia (dopo la Sicilia) per il valore assoluto di risorse investire in questo settore «mentre in termini pro capite - ha aggiunto - investiamo dieci volte di più della media nazionale».

Quanto invece al ruolo dei privati nell'ambito della cultura, Torrenti ha ricordato che «l'attività a favore dei progetti da loro sostenuti deve consentire una crescita del settore, offrendo qualcosa in più a quanto già esiste e non, ad esempio, per sostenere le spese correnti dell'associazione che propone l'iniziativa. Quando la Regione ha messo in sicurezza, su base triennale, i grandi progetti, i privati si sono nuovamente avvicinati alla cultura: ne sono un esempio gli interventi delle fondazioni bancarie per il restauro delle statue di Villa Manin oppure quelli compiuti da gruppi industriali regionali per sostenere le esibizioni di grandi orchestre europee. Operazioni queste che hanno, da un lato, una grande valenza culturale e sociale e, dall'altro, un ritorno di immagine per le aziende stesse fortemente radicate nel territorio».

Infine Torrenti ha ricordato anche come l'Art bonus consenta alle imprese di ottenere un beneficio fiscale ma anche di vincolare lo Stato ad intervenire per il sostegno di importanti progetti. «Non
va dimenticato
- ha concluso Torrenti - che questa iniziativa permette di intervenire su progetti con effetti duraturi nel tempo, con un vantaggio fiscale dell'azienda pari al 65 per cento della spesa. Dall'altro si sviluppa una sinergia tra pubblico e privato con effetti virtuosi per la cultura poiché il pubblico si vincola a sostenere la parte rimanente dell'intervento».