18 agosto 2017
Aggiornato 12:30
a pordenone

Parco Rorai, allontanati 20 profughi

Nella mattinata di martedì 13 giugno due pattuglie della polizia locale hanno identificato e allontanato dal parco dei laghetti di Rorai venti profughi, di cui 19 pakistani e un indiano. L’operazione è scattata a seguito delle segnalazioni effettuate lunedì in tarda serata da alcuni cittadini che avevano notato l’accampamento, poi individuato dagli agenti in una zona appartata ai limit

Parco Rorai, allontanati 20 profughi (© Comune di Pordenone)

PORDENONE - Nella mattinata di martedì 13 giugno due pattuglie della polizia locale hanno identificato e allontanato dal parco dei laghetti di Rorai venti profughi, di cui 19 pakistani e un indiano. L’operazione è scattata a seguito delle segnalazioni effettuate lunedì in tarda serata da alcuni cittadini che avevano notato l’accampamento, poi individuato dagli agenti in una zona appartata ai limiti del parco. «Gli uomini identificati sono richiedenti asilo e ora sono in attesa di entrare alla caserma Monti» spiega il comandante della polizia locale Stefano Rossi che ha guidato il controllo. Ma c’è anche altro. Un residente della zona, infatti, ha segnalato movimenti di auto di persone che accompagnavano i migranti al parco. E’ stato anche girato un video e sono state scattate alcune foto poi inviate alla polizia municipale.

Richiedenti asilo nei parchi per hobby politico
«C’è un’organizzazione di persone che porta i richiedenti asilo nei parchi a dormire e li usa cinicamente come un giocattolino politico – attacca il sindaco Alessandro Ciriani - si tratta di incoscienti, di umanitaristi per hobby politico. Chi ospita i profughi lo faccia stabilmente. Troppo facile accoglierli un mesetto per lavarsi la coscienza e poi scaricarli nei parchi come qualcuno fa con i cagnolini quando arriva l’estate».

Richiesta una struttura per ospitarli
Ciriani risponde anche alla lettera consegnata ai consiglieri comunali con cui la Rete solidale chiede una struttura per ospitare i profughi. «Ribadiamo per l’ennesima volta che Pordenone ha fatto più di quanto doveva fare in termini di accoglienza. Ora Rete solidale bussi alla porta di altri Comuni che non hanno fatto altrettanto. Noi ci atterremo alle disposizione di Prefettura e Governo. Le richieste di accoglienza in più vanno girate agli altri Comuni o al buon cuore dei privati purché, appunto, accolgano i richiedenti asilo stabilmente. Il fenomeno migratorio, ad ogni modo, deve essere gestito con regole e strumenti certi a livello nazionale e non essere scaricato sui Comuni. Per quanto ci riguarda – va avanti - c’è un regolamento comunale appena approvato che vieta i bivacchi nei parchi e nessuno può venire meno a questo regolamento. Come ha fatto un altro sindaco – conclude - vorrei incontrare uno per uno gli accompagnatori dei profughi per sapere quanti di loro li ospitano a casa propria, non qualche settimana, ma in modo fisso».
A intervenire è anche l’assessore alla sicurezza Emanuele Loperfido. «Prosegue incessantemente e quotidianamente l’azione della nostra polizia locale, ben guidata dal comandate Rossi, per contrastare le situazioni di degrado potenziale e reale. La nostra linea non cambia. Chi continua ad alimentare bivacchi sfida il buon senso e la città intera più che l’amministrazione comunale. I profughi che girano ora per strada hanno ricevuto dinieghi in diversi stati europei - conclude - il fatto che finiscano per venire qui è la conferma che qualcuno continua a illudere questi disperati».