23 novembre 2017
Aggiornato 17:30
trasporti

Il Fvg ruolo guida per la logistica italiana

Serracchiani: "Il Friuli Venezia Giulia si candida a diventare la punta di diamante della piattaforma logistica nazionale attraverso scelte coraggiose determinate anche dalla nostra specialità"

Dario di Vico (Giornalista e moderatore), Graziano Delrio (Ministro Infrastrutture e Trasporti), Debora Serracchiani (Presidente Fvg), Giuseppe Bono (Ad Fincantieri) e Zeno D'Agostino (Presidente Autorità Sistema Portuale Mare Adriatico Orientale) (© Foto Produzioni Tv Regione Fvg)

PORDENONE - «Il Friuli Venezia Giulia si candida a diventare la punta di diamante della piattaforma logistica nazionale attraverso scelte coraggiose determinate anche dalla nostra specialità». Lo ha affermato la presidente della Regione, Debora Serracchiani, partecipando ad una tavola rotonda in occasione dell'assemblea di Unindustria Pordenone svoltasi all'interno dell'azienda Marine Interiors. Moderato dall'editorialista del Corriere della Sera, Dario di Vico, al dibattito hanno partecipato anche il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, il presidente dell'Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D'Agostino, e l'amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono.

 

La presidente ha ricordato innanzitutto il fatto che spetti agli imprenditori definire la politica industriale mentre il ruolo della Regione deve essere quello di mettere a disposizione gli strumenti affinché quelle scelte si possano concretizzare nel modo migliore possibile. A tal proposito, Serracchiani ha sottolineato che il Friuli Venezia Giulia ha deciso di dare ancor più peso alla logistica «mettendo in sinergia ciò che già esisteva, facendo dialogare i tre porti e gli interporti del territorio regionale e rafforzando, laddove fosse necessario, le strutture deboli».
«Inoltre - ha ricordato - siamo intervenuti sull'aeroporto che, a lavori ultimati, sarà il primo scalo del nordest a poter contare sul collegamento con l'alta velocità. Nelle nostre scelte, sostenuti anche dal ministro Delrio, abbiamo usato la concretezza che si può toccare con mano piuttosto che optare per i sogni ma senza risorse».

Facendo poi riferimento all'interporto di Pordenone, Serracchiani ha spiegato come in questa area logistica ci fosse un problema legato alla ferrovia e che ora è stato superato, evidenziando
anche l'opportunità colta dall'area logistica del Friuli occidentale di diventare retroporto di Trieste e Venezia.
La presidente si è anche soffermata sul ruolo strategico assunto dal trasporto di merce su rotaia «come dimostrano i numeri dello scalo di Trieste che ha fatto registrare un incremento del
traffico di oltre il 30 per cento»
.

Sempre sull'intermodalità, Serracchiani ha evidenziato come quest'ultima fosse stata inserita nel piano dei trasporti del Friuli Venezia Giulia già nel 1988, ma che da allora attendeva
ancora di essere sbloccata. La presidente ha posto in evidenza l'intervento compiuto dalla Regione in questo senso, attraverso il riordino del patrimonio esistente grazie anche alle necessità
poste in evidenza dalle associazioni di categoria che sono state ascoltate e hanno partecipato a definire il piano economico realizzato attraverso la legge RilancimpresaFVG. «Se facciamo
squadra tra istituzioni
- ha detto Serracchiani - le cose diventano molto più semplici con la possibilità di raggiungere più facilmente i traguardi prefissati».

Infine, la presidente ha sottolineato come la Regione, grazie anche alla sua specialità, possa ambire ad un ruolo di rilievo in Italia nell'ambito dei trasporti. «Noi vogliano essere la punta
di diamante della piattaforma logistica nazionale
- ha detto Serracchiani - facendo diventare il Friuli Venezia Giulia il luogo dal quale si possano aprire nuovi traffici internazionali.
Per fare questo bisogna avere coraggio di compiere delle scelte. Noi, ad esempio, faremo partire dal porto di Trieste il primo treno verso la Svezia attraverso un corridoio ferroviario. Essere
 speciali nell'autonomia regionale significa anche questo, saperfare bene le cose per le quali l'autonomia ci viene riconosciuta»
.