23 novembre 2017
Aggiornato 17:30
a berlino

Riflessione del G20 di Confindustria: L'innovazione va costruita assieme al sistema scolastico-formativo

Il commento della Presidente del GGI di Unindustria Pordenone, Lia Correzzola: "Proprio come per altri territori reinventatisi con successo dal punto di vista industriale la strada passa per la valorizzazione delle proprie specificità, riviste e innovate attraverso la digitalizzazione del prodotto e del processo promuovendo piani di studio basati sull'alternanza scuola lavoro"

G20 dei giovani imprenditori di Confindustria svoltosi a Berlino cui ha partecipato anche la Presidente del GGI di Unindustria Pordenone, Lia Correzzola (© Unindustria Pordenone)

PORDENONE – Numerose le riflessioni scaturite durante il G20 dei giovani imprenditori di Confindustria svoltosi a Berlino – centrato sui temi dell’economia digitale – cui ha partecipato anche la Presidente del GGI di Unindustria Pordenone, Lia Correzzola. «Proprio come per altri territori reinventatisi con successo dal punto di vista industriale, nella nostra regione e nel Friuli Occidentale - ha detto - la strada passa per la valorizzazione delle proprie specificità, riviste e innovate attraverso la digitalizzazione del prodotto e del processo. Quest’innovazione, però, va costruita attraverso il sistema scolastico e formativo che, dialogando con le aziende, promuove piani di studio basati sull'alternanza scuola lavoro e sulle competenze necessarie nel mondo del lavoro, in particolare l'abilità di comprendere e adattarsi al continuo cambiamento, l'unica costante del mondo di oggi. Naturalmente – ha aggiunto Correzzola – senza dimenticare la collaborazione e la sostenibilità, per una crescita diffusa e dignitosa. Tutto ciò può essere fatto qui, ora (e molte attività sono già in corso, sia da parte del GGI sia di Unindustria), in attesa che una sostanziale semplificazione e digitalizzazione burocratico-amministrativa (come parte del processo di armonizzazione internazionale delle regole) ci tolga quel giogo che nei costi e nei tempi ci rende così complessa la competizione globale».