23 novembre 2017
Aggiornato 17:30
salute

Telesca, sui ricercatori del Cro di Aviano deve intervenire il ministero

La situazione riguardante i ricercatori precari che operano negli Irrcs della regione può essere risolta a livello statale. Ed è per questo motivo che la presidente Serracchiani ha inoltrato una nota ai ministri Madia e Lorenzin per sollecitare l'avvio del percorso con il quale dare delle risposte al problema

Telesca, sui ricercatori del Cro di Aviano deve intervenire il ministero (© Regione Friuli Venezia Giulia)

PORDENONE - «La situazione riguardante i ricercatori precari che operano negli Irrcs della nostra regione può essere risolta solo a livello statale. Ed è per questo motivo che la presidente Serracchiani ha inoltrato una nota ai ministri Madia e Lorenzin per sollecitare l'avvio del percorso con il quale dare delle risposte al problema». Lo ha detto l'assessore alla Salute Maria Sandra Telesca rispondendo in aula all'interrogazione proposta dai consiglieri Walter Santarossa (Ar) e Luca Ciriani (FdI-An) riguardante la situazione occupazione dei ricercatori precari che lavorano al Cro di Aviano.

 

Come ricordato dall'assessore regionale, la questione al centro dell'attenzione è soprattutto di natura giuridica «in quanto al momento non esiste nel comparto della sanità un profilo professionale ed una normativa di reclutamento per il personale della ricerca. In ogni caso - ha aggiunto Telesca - la Regione, che ha nel suo territorio gli Irccs Cro di Aviano e BurloGarofolo  di Trieste e partecipa all'Istituto Zooprofilattico delle Venezie, sta cercando interventi e soluzioni adeguate nell'ambito delle proprie competenze».

In particolare l'amministrazione regionale starebbe valutando la possibilità che parte del personale impegnato nel settore della ricerca e che riveste profili tipici «possa rientrare - ha spiegato l'assessore regionale - nelle procedure di stabilizzazione previste dal decreto Madia, in coerenza con il piano dei fabbisogni che adotteranno le Aziende». Per quanto riguarda invece gli altri profili professionali meno tipici, in modo particolare per coloro che usufruiscono delle borse di studio «è analogamente in atto un percorso di approfondimento - ha aggiunto Telesca - per esplorare la possibilità di ricondurre questi rapporti a fattispecie più stabili».Affinchè si possa procedere in questa direzione, l'assessore regionale alla Salute ha ricordato come diventi condizione necessaria il fatto che gli enti interessati costruiscano una dotazione organica della ricerca, presupposto per dare vita agli interventi conseguenti.

«Questa problematica - ha inoltre dichiarato Telesca - è molto sentita anche dal sindacato sia a livello nazionale che regionale. Pertanto le possibili soluzioni intraprese dalla nostra regione saranno naturalmente discusse e condivise con i rappresentanti dei lavoratori».