16 agosto 2018
Aggiornato 23:30

Nel Nord Est è arrivata la quarta rivoluzione industriale, 100 imprenditori e manager ne parlano da Bofrost

L’evento 'Rimettere le scarpe ai sogni' promosso da Salone d’Impresa porta nella sede dell’azienda a San Vito al Tagliamento i rappresentanti di varie realtà del territorio. L’esempio di Bofrost, che usa i Big Data per conoscere meglio clienti e collaboratori, migliorando così prodotti e servizi
Nel Nord Est è arrivata la quarta rivoluzione industriale, 100 imprenditori e manager ne parlano da Bofrost
Nel Nord Est è arrivata la quarta rivoluzione industriale, 100 imprenditori e manager ne parlano da Bofrost (Bofrost Italia)

PORDENONE - Nel Nord Est si parla sempre di più di industria 4.0: nuovi prodotti intelligenti, nuovi servizi 'smart', nuovi metodi di produzione, nuovi modelli di business. Tutti figli di un nuovo modo per connettere, con la forza del web, imprese, clienti e fornitori. E il territorio si sta preparando alla quarta rivoluzione industriale digitalizzandosi e costruendo nuove competenze. Mercoledì 5 luglio 100 fra imprenditori e manager si sono riuniti nella sede di Bofrost Italia a San Vito al Tagliamento, Pordenone, per partecipare a 'Rimettere le scarpe ai sogni', l’evento promosso da Salone d’Impresa per confrontarsi sul futuro dell’industria.

 

Sempre al passo con l'innovazione
«Per Bofrost l’innovazione è da sempre un tema sotto la lente d’ingrandimento – commenta l’amministratore delegato Gianluca Tesolin –. Nel futuro prossimo ci saranno dei cambiamenti in cui dovremo assumere un ruolo da protagonisti, noi come tutte le imprese del territorio, per sfruttare le nuove opportunità, portare sviluppo, crescere. Fare rete è l’unica strada. Per questo abbiamo voluto che uno dei più prestigiosi eventi del Nord Est su innovazione e digitale si svolgesse proprio da noi». Si tratta di Rimettere le scarpe ai sogni, il progetto di Salone d’Impresa incentrato sull’industria che verrà. Un percorso di incontri – finora cinque edizioni, 24 eventi, più di 200 relatori e oltre 3.000 partecipanti – per capire come cambiare e migliorare, partendo dalle storie di imprenditori e manager che stanno non solo immaginando, ma concretizzando con successo nuovi progetti.

Porta a porta ancora di moda
Bofrost si presenta come una realtà emblematica: arrivata in Italia trent’anni fa per portare un prodotto e un servizio allora nuovi, i surgelati venduti porta a porta, è sempre stata capace di cogliere i bisogni dei propri clienti, con una crescita continua che l’ha portata a servire 1,2 milioni di famiglie (dati Gfk Eurisko). «Il nostro modello di vendita, il porta a porta, continua a essere apprezzato, tanto che siamo costantemente alla ricerca di nuovi venditori» conferma Tesolin; notizia recente in questo senso è il rinnovo della filiale di Casale sul Sile, Treviso, con 48 dipendenti, dove Bofrost prevede 18 nuovi inserimenti tra venditori e promoter.

Tecnologia strumento a supporto: i Big Data
Un metodo che Bofrost ha saputo continuamente aggiornare: «Un’azienda il cui modello di business è basato sul rapporto diretto con i propri clienti deve saper interpretare i bisogni dei propri clienti in maniera non solo attiva, ma pro-attiva – spiega Tesolin –. I clienti non vengono da Bofrost, ma è Bofrost che va nelle case dei propri clienti. È per questo che dobbiamo dare ai nostri venditori informazioni che li facilitino non solo nel processo di vendita ma soprattutto nel servizio al cliente. La tecnologia deve essere uno strumento attivo a loro supporto». I Big Data consentono di conoscere i desideri di clienti e consumatori in modo mai così approfondito, consentendo di progettare offerte, servizi ed esperienze sempre più in linea con i loro bisogni.

Welfare aziendale
«E poi ci sono i nostri dipendenti e collaboratori, la nostra vera forza – conclude Tesolin –. Le loro aspettative e la loro soddisfazione sono importanti per le strategie dell’azienda. L’analisi dei dati ci consente di sapere, per esempio, quanto abitano lontano dalla sede di lavoro e quali sono le esigenze più importanti, dagli asili, ai servizi, alle opportunità per l’istruzione e lo svago, anche per la famiglia. Così possiamo progettare convenzioni e iniziative di welfare aziendale sempre più mirate».