20 settembre 2017
Aggiornato 05:30
8 milioni di euro

Finanziamento Airc per il cancro: coinvolto un team di cento ricercatori guidati da Giuseppe Toffoli del Cro

L’iniziativa che dura da cinque anni ed è condotta da un team composto da ricercatori operanti in dieci centri d’eccellenza italiani, in collaborazione con University of Montreal, Queen Mary University of London e University of Connecticut, ha consentito di prototipare sistemi innovativi che permetteranno di dare il farmaco al giusto dosaggio nei pazienti oncologici

Finanziamento Airc per il cancro: coinvolto un team di cento ricercatori guidati da Giuseppe Toffoli del Cro (© AIRC)

AVIANO – Ci sono due elementi cruciali nel percorso da intraprendere per sconfiggere il cancro: diagnosi precoce e personalizzazione della terapia farmacologica, entrambi target del progetto finanziato da Airc con 8 milioni di euro – i cui esiti sono stati illustrati da Giuseppe Toffoli, Direttore dell’Unità di Farmacologia Clinica Sperimentale del Cro, nella riunione conclusiva del progetto svoltasi proprio ad Aviano. L’iniziativa – durata cinque anni e condotta da un team composto da un centinaio di ricercatori operanti in dieci centri d’eccellenza italiani in collaborazione con University of Montreal, Queen Mary University of London e University of Connecticut – ha consentito di prototipare sistemi innovativi che permetteranno di dare il farmaco al giusto dosaggio nei pazienti oncologici ed identificare biomarcatori che permetteranno di fare una diagnosi più precoce e di seguire il l’effetto dei trattamenti.

Perfezionati due device
«Sono stati perfezionati due device – ha spiegato Toffoli – che, nella loro versione definitiva, assomiglieranno a quelli utilizzati dai diabetici per misurare la glicemia. Con una semplice puntura di un dito si otterrà una goccia di sangue dalla quale, in tempo reale, sarà possibile stabilire se la quantità di farmaco somministrata al paziente sia stata corretta evitando i tanto temuti effetti tossici della terapia ed aumentandone così l’efficacia. Sarà inoltre possibile individuare se nel sangue sono presenti sostanze prodotte dalle cellule tumorali che consentiranno di fare una diagnosi più precoce della malattia valutando l’effetto della terapia stessa. Operazioni che il paziente potrà eseguire addirittura anche a casa».

Nanotecnologie e materiali innovativi
«Nanotecnologie e materiali innovativi – commenta Airc – accanto a un meticoloso lavoro di equipe che ha coinvolto diverse figure professionali non solo dell’ambiente medico, quali chimici, fisici, ingegneri elettronici e matematici. Professionalità fondamentali per progettare e gestire i nuovi strumenti diagnostici. Tutto ciò senza dimenticare il paziente, protagonista assieme ai ricercatori dello sviluppo del programma, coinvolto in studi clinici volti a valutare l’utilità, la semplicità d’uso e la sensibilità dei nuovi strumenti. Infatti, la vera rivoluzione dei sistemi messi in campo da Toffoli e colleghi sta nel fatto che, invece di obbligare il paziente a recarsi in ospedale per il prelievo di sangue, la terapia potrà essere controllata direttamente a casa. E questo – conclude Airc – senza dimenticare che i nuovi supporti consentiranno una maggiore precisione e un’accuratezza nell'analisi».