23 novembre 2017
Aggiornato 17:30
agricoltura

Shaurli, interventi costanti contro la cimice asiatica

Regione ed Ersa stanno costantemente monitorando la diffusione e i danni provocati dalla cimice marmorata asiatica che sta destando preoccupazione in particolare nel Medio Friuli e nel Pordenonese

Shaurli, interventi costanti contro la cimice asiatica (© Regione Friuli Venezia Giulia)

PORDENONE - Regione ed Ersa stanno costantemente monitorando la diffusione e i danni provocati dalla cimice marmorata asiatica che sta destando preoccupazione in particolare nel Medio Friuli e nel Pordenonese. L'insetto, presente in Europa dal 2004 e individuato per la prima volta in Italia nel 2012 in provincia di Modena (Emilia Romagna), dove ha causato danni ingentissimi soprattutto ai frutteti, si è rapidamente diffuso nel Nord Italia ed è giunto in Friuli Venezia Giulia nel 2014, registrando picchi di presenza nelle aree di Sedegliano e Spilimbergo.

 

La sua proliferazione è dovuta all'assenza di antagonisti naturali, tanto che l'Unione Europea l'ha già dichiarata ineradicabile. La sua diffusione, dunque, non è legata a determinate colture (come la soia) o alla vicinanza delle aree coltivate ai centri abitati. Nonostante la preferenza per i frutteti, la cimice asiatica è un insetto polifago e molto vorace, che si nutre di qualsiasi genere di piante in grande quantità e quando succhia il tessuto dei frutti in formazione ne impedisce lo sviluppo o li rende deformati, con parti marcescenti. Diversamente da altre cimici si sposta in sciami ed ha una grande mobilità che, purtroppo, le consente di passare da una coltura all'altra percorrendo notevoli distanze.
La sua espansione nel territorio regionale è osservata con preoccupazione da istituzioni e agricoltori perché, oltre agli ingenti danni alle produzioni, può creare disagi alla popolazione, pur non essendo pericoloso per la salute. In autunno, soprattutto, può intraprendere vere e proprie invasioni delle case alla ricerca di un luogo dove svernare.

«È un problema - spiega l'assessore regionale alle Risorse agricole e forestali, Cristiano Shaurli - che stiamo affrontando con più linee di intervento. La prima è rivolta alla tutela delle produzioni e prevede l'impiego di reti antinsetto, combinato con una eventuale difesa chimica di soccorso che, attualmente, risulta il metodo migliore per il controllo della cimice».
L'uso di agenti chimici, infatti, anche se è la strategia maggiormente utilizzata, da sola non basta e va integrata con l'uso di barriere fisiche poste a protezione delle colture agrarie. A questo fine la Regione si è mossa in maniera molto decisa, finanziando all'80% l'acquisto e l'installazione di reti protettive (fino ad oggi sono pervenute 39 domande, per un importo di aiuti di 880mila euro) e attivando il Fondo emergenze in agricoltura (con una disponibilità di circa 2 milioni di euro) per il pagamento di indennizzi a ristoro dei danni, non essendo in questo caso assicurabili le perdite del raccolto.

Attraverso l'Ersa è stata inoltre avviata un'attività di collaborazione con diversi soggetti, tra i quali l'Università di Modena-Reggio (capofila), il Consorzio fitosanitario della provincia modenese e Agrion Piemonte, per la definizione di strategie Attract&kill finalizzate ad attirare le cimici in apposite trappole, alcune delle quali già installate anche in Friuli Venezia Giulia.

L'altra linea di intervento è finalizzata a contenere il disagio ai cittadini. «Abbiamo avviato - conferma Shaurli - una partnership tra Ersa e Protezione civile regionale per valutare la possibilità di procedere a disinfestazioni presso le abitazioni e abbiamo prodotto circa 40 mila volantini informativi che in agosto verranno distribuiti alle famiglie delle aree maggiormente colpite dalla cimice. In collaborazione con le amministrazioni locali, con cui siamo in costante contatto, abbiamo programmato - annuncia l'assessore - di tenere un ciclo di incontri pubblici, tra fine luglio e agosto, per ogni utile chiarimento e per presentare anche i rimedi più diffusi atti a limitare la presenza delle cimici in prossimità delle case. La Regione, sia con la professionalità ed il personale dell'Ersa sia con importanti risorse finanziarie, è intervenuta immediatamente con forza. Manteniamo costanti contatti - sottolinea ancora Shaurli - con le altre Regioni, a partire da quelle maggiormente colpite, e con i centri di ricerca, auspicando che trattamenti specifici e più efficaci siano ormai prossimi».

«Allo stesso tempo - evidenzia l'assessore regionale - dobbiamo fare tutto il possibile per limitare diffusione e danni anche contando sulla collaborazione di agricoltori e cittadini, sapendo però che le sfide del futuro passeranno anche attraverso un potenziamento dei controlli sul traffico delle merci e sull'attività degli operatori fitosanitari dal momento che - conclude Shaurli - la globalizzazione dei mercati favorirà inevitabilmente l'arrivo di organismi alloctoni da ogni parte del mondo».