21 agosto 2017
Aggiornato 10:30
Autonomie locali

Passaggio di Cinto Caomaggiore al Fvg: Serracchiani scrive a Grasso e Boldrini

L'obiettivo è far portare all'attenzione delle due Aule i progetti di legge attualmente già esistenti ma fino a ora mai esaminati. Incontro della governatrice con i sindaci dei Comuni di Sesto al Reghena e Cinto

Passaggio di Cinto Caomaggiore al Fvg: Serracchiani scrive a Grasso e Boldrini (© Regione Friuli Venezia Giulia)

SESTO AL REGHENA - «Scriverò al presidente del Senato Pietro Grasso e a quello della Camera Laura Boldrini affinchè portino all'attenzione delle due Aule i progetti di legge attualmente già esistenti ma fino a ora mai esaminati». È questo per la presidente della Regione Debora Serracchiani la soluzione con la quale cercare di condurre in porto il passaggio di Cinto Caomaggiore al Friuli Venezia Giulia.

L'argomento è stato analizzato nel corso dell'incontro svoltosi in municipio a Sesto al Reghena alla presenza del primo cittadino Marcello Del Zotto, il collega del Comune veneto confinante Gianluca Falcomer ed il consigliere regionale Daniele Gerolin. Falcomer ha compiuto un veloce excursus sul processo di passaggio di Cinto al Friuli Venezia Giulia, percorso avviatosi con il referendum del 2006 che ha visto oltre il 65% della popolazione andare al voto, esprimendo oltre il 90% di si. Dopo il via libera espresso anche dalle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto, sono stati formulati tanto alla Camera quanto al Senato due disegni di legge i quali, se approvati, consentirebbero di completare l'iter per il passaggio di Cinto.

«Come per Sappada - ha detto la presidente - la Regione su questo argomento si è espressa da tempo; riteniamo quindi si debba dare seguito alla volontà popolare emersa in modo inequivocabile con il referendum. Siamo pronti ad accogliere i due Comuni - ha aggiunto Serracchiani - e quindi a ragionare insieme su temi e rapporti di collaborazione che vanno avanti da tempo al di là dei confini geografici». "Attraverso un percorso di tipo parlamentare - ha concluso la presidente - va data all'aula la possibilità di pronunciarsi su un tema così importante. Ed è per questo motivo che, come avvenuto per Sappada, chiederemo al presidente del Senato e a quello della Camera di calendarizzare al più presto la discussione dei progetti di legge già esistenti fino ad ora però non ancora esaminati».