21 agosto 2017
Aggiornato 10:30
giovedì 3 agosto dalle 15

Estate in città: danze, laboratori, melodramma, degustazioni, orchestra senza confini

Gli appuntamrnti della giornata: pomeriggio danzante al parco Villa Baschiera Tallon; il banco del riciclo; 'Fiabe tra le due guerre. Elementi favolistici nei melodrammi del primo novecento'; Caffè Letterario 'Sapori in viaggio. Sardegna'; Galleria Pizzinato, Timeframes, Orchestra senza confini

Estate in città: danze, laboratori, melodramma, degustazioni, orchestra senza confini (© Estate in Città)

PORDENONE - Giovedì 3 agosto attività nel verde per tutte le età all’Estate in Città. Alle 15 pomeriggio danzante al parco di Villa Baschiera Tallon. Alle 17 al Parco dei Salici in via Brusafrieralaboratorio creativo per bambini e bambine nel totale rispetto della natura a cura di Melarancia. Attraverso l’utilizzo di materiali di recupero che altrimenti verrebbero gettati via i bambini inventeranno, costruiranno  nuovi oggetti o giochi mettendo in gioco la loro fantasia e creatività. Impareranno a distinguere i vari materiali in un’ ottica di rispetto e sostenibilità ambientale; ispirandosi ai loro miti e personaggi immaginari preferiti potranno sbizzarrirsi nel diventare dei veri e propri inventori.

Fiabe tra le due guerre. Elementi favolistici nei melodrammi del primo Novecento
Inizia giovedì 3 agosto un nuovo ciclo di appuntamenti, realizzato grazie al sostegno della Fondazione Baschiera Tallon, dal titolo 'Fiabe tra le due guerre. Elementi favolistici nei melodrammi del primo Novecento' a cura del Maestro Roberto Cozzarin, in Biblioteca Civica per l’Estate in città. Da Strauss a Prok’ofev, da Ravel a Puccini, un excursus musicale che prende in esame quattro opere composte nel periodo fra le due guerre, che traggono la loro ispirazione da fiabe teatrali o della tradizione popolare. Numerosi esempi, citazioni e accattivanti materiali audio e video aiuteranno la comprensione e stimoleranno le curiosità. Nel primo incontro, giovedì 3 agosto alle 17.30 si analizzerà il melodramma di Richard Strauss 'La donna senz’ombra', dove fonti di origine orientale (cinesi, arabe e indiane) si fondono a spunti vicini ai fratelli Grimm. Ormai il linguaggio straussiano è modernissimo, pienamente inserito nel Novecento musicale ma senza rinunciare al lirismo e alla sontuosità orchestrale. Tema di giovedì 10 agosto sarà L'amore delle tre melarance di Sergej Prokof'ev (1921). Giovedì 17 agosto si parlerà di L'enfant et les sortilèges di Maurice Ravel (1925). Ultimo incontro giovedì 24 agosto, dedicato alla Turandot di Giacomo Puccini (1926).

Sapori in Viaggio. Sardegna
Giovedì 3 agosto alle 19 per l’Estate in Città torna 'Sapori in Viaggio. Sardegna' al Caffè Letterario di Pordenone, seconda edizione di un’iniziativa che la scorso anno ha riscosso grande successo e curiosità. Un viaggio enogastronomico nella grande isola: quattro appuntamenti dedicati alla Sardegna, ai sapori e ai profumi di una cultura ricca e accogliente. Quest’anno gli incontri che si susseguiranno tutti i giovedì del mese (3, 10, 17, 24 agosto), si arricchiranno di nuove iniziative: musiche e danze popolari sarde, angolo della letteratura e degli autori della Sardegna, lettura di poesie, ma anche attività di beneficenza: verrà attivata - infatti - una raccolta fondi a favore dell’Ail promossa dal direttore della rivista Antas (rivista di informazione culturale, storia e personaggi della Sardegna). 'Sapori in Viaggio. Sardegna' si avvale della collaborazione dell’associazione Circoli Sardi Fvg - Circolo di Pordenone e della Federazione delle Associazione Sarde in Italia.

Occhio a Pinocchio, spettacolo della Compagnia Applauso non avrà luogo, né giovedì 3 agosto, né venerdì 4.

Musica creativa dell’Orchestra Senza Confini
Giovedì 3 agosto alle 21 alla Galleria Pizzinato arriva la musica creativa dell’Orchestra Senza Confini grazie ad associazione culturale Odeia con il progetto musicale Jazz Koiné – Timeframes, percorso sulla musica libera e sulla composizione istantanea coordinato e guidato da Massimo De Mattia, flautista e performer. Un percorso iniziato a nell’ottobre del 2015 con degli incontri aperti a tutti, nello spirito di condivisione della musica nei suoi aspetti ludici e sociali, perché il jazz è da sempre una musica che cerca di allargare e superare i propri confini, per tracciare nuove strade attraverso l’improvvisazione. Il concerto di giovedì 3 agosto sarà eseguito da 19 musicisti (Giorgio Pacorig, piano, synthMS20, Andrea Gulli, live electronics, Elisa Ulian, voce, Paolo Pascolo, flauto, Gabriele Cancelli, tromba, Clarissa Durizzotto, clarinetto, sax alto, Jure Borsič, Gian Agresti, sax alto, Boštjan Simon- sax tenore, sax alto, Flavio Brumat, Cene Resnik, sax tenore, Peter Kastrin, Roberto Fabrizio, chitarra elettrica, Marko Lasič, Urban Kušar, ´iga Ipavec, batteria, percussioni, Matja¸ Bajc, Costanzo Tortorelli, Carlo Franceschinis, contrabbasso) e due conduttori (Giovanni Maier e Zlatko Kaučič).

Un progetto inedito concepito con afflato internazionale. un’orchestra speciale perché riunisce in un’unica formazione musicisti italiani e sloveni di diverse generazioni, e per la sua direzione: l’Orchestra Senza Confini-Orkester Brez Meja, infatti, sperimenta fin dalla sua fondazione la 'doppia conduzione': due direttori che simultaneamente dirigono l’orchestra, lo sloveno Zlatko Kaučič e l’italiano Giovanni Maier. Nata nel 2011 l’orchestra ha avuto occasioni d’incontro didattico e artistico con musicisti di rilievo mondiale, come Evan Parker, Saadet Turkoz, Ab Baars, Phil Minton e Johannes Bauer. La Dob Orchestra, collettivo di ricerca sulla musica improvvisata nato nell’ambito dei laboratori creativi di Dobialab nel 2007, ha all’attivo la pubblicazione del cd 'Tageskarte' (Palomar Records, 2008) e apparizioni a festival e meeting sulla musica di ricerca in Italia e all’estero, come Brda Contemporary Music Festival (Slo), Stazione di Topolò-Postaja Topolove, Tarcento Jazz, DobiArtEventi ed altri, dove si è esibita anche con artisti del calibro di Tristan Honsinger e Giancarlo Schiaffini. Il collettivo sperimenta forme di composizione istantanea e di ridistribuzione della responsabilità compositiva e di conduzione. A Nova Gorica invece, Zlatko Kaučič ha dato vita con alcuni studenti, nell’ambito della sua attività didattica, a un’orchestra chiamata Kombo. Kombo, tra il 2005 ed il 2012, ha pubblicato tre cd, si è esibita a festival quali Jazz Koinè (Pordenone), Musica sulle Bocche (Santa Teresa di Gallura), Udine Jazz, Ljubljana Jazz Festival e ha collaborato con Herb Robertson, Javier Girotto, Massimo de Mattia e Bruno Cesselli. Nel 2011, in occasione della prima edizione del festival di musica improvvisata di Šmartno in Slovenia, Giovanni Maier e Zlatko Kaučič hanno pensato di unire le forze in una sola orchestra, chiamata appunto 'senza confini'. Dal 2014 Maier e Kaučič sperimentano con l’orchestra una nuova, originalissima forma di doppia conduzione simultanea, che dà vita a un caleidoscopio di suoni ed espressioni sempre cangianti, ma capaci di conservare coerenza e fruibilità, facilitate dalla gestualità dei due direttori, che si scambiano le 'sezioni' più volte in corso d’opera. Da questa speciale collaborazione è nata un’esperienza che va oltre la stessa orchestra, perché ha permesso a musicisti diversi d’incontrarsi, conoscersi, fare amicizia, scambiarsi idee, suonare assieme anche in altri contesti. Si sono subito manifestate molteplici possibilità timbriche, tematiche, strutturali. «Per chi conduce – spiega Giovanni Maier – si tratta di una grossa sfida, che necessita di molta concentrazione: bisogna interagire non solo con i musicisti, ma anche con quello che sta facendo l’altro conduttore. Gli stimoli e le possibilità si moltiplicano e il tempo passa velocissimo. E’ quasi come se fosse un concerto in duo dei due 'direttori', in cui ciascuno di essi ha a disposizione uno 'strumento' molto potente e complesso. Quindi il tutto è difficile da controllare e bisogna fare attenzione a mille dettagli. In formazioni così ampie è importante tenere a mente i concetti di 'figura' e di 'sfondo', derivati dall’arte pittorica: sapere sempre chi sta impersonando la figura principale del quadro e chi si occupa invece dello sfondo è fondamentale per una coerenza musicale globale. D’altronde l’orchestra è anche un esperimento sociale: riuscire a far sì che ciascuno nel collettivo sia felice e realizzato, senza però che nessuno nuoccia alla serenità degli altri».