23 settembre 2017
Aggiornato 11:00
ambiente e territorio

Piccin, lotta all'amianto, è urgente la pianificazione

La consigliera azzurra è stata la prima firmataria, nel novembre 2015, di una proposta di legge in materia di amianto rimasta da allora senza alcun seguito

Piccin, lotta all'amianto, è urgente la pianificazione (© Regione Friuli Venezia Giulia)

PORDENONE - «Augurandomi che le bonifiche già cantierate procedano a passo spedito, chiedo un nuovo impegno da parte alla Giunta regionale affinché la lotta alla contaminazione dell'ambiente causata dalla presenza dell'amianto sia una priorità dell'agenda politica». Questa l'indicazione di Mara Piccin, consigliera regionale di Forza Italia, secondo la quale bisogna pervenire al più presto alla mappatura dell'amianto presente in Regione, ritenuta dall'esponente forzista una «condicio sine qua non per un'efficace intervento». La consigliera azzurra è stata la prima firmataria, nel novembre 2015, di una proposta di legge in materia di amianto rimasta da allora senza alcun seguito.

«E' urgente - rimarca la consigliera pordenonese - un percorso di rivisitazione, o quantomeno di aggiornamento, del 'Piano amianto' fermo da oltre vent'anni. Un percorso di mappatura, rimozione e smaltimento, maggiori azioni di sensibilizzazione della cittadinanza, riorganizzazione del sistema di cura per raggiungere alti livelli di protezione e di ricerca sul mesotelioma, sono solo alcuni dei punti che necessiterebbero di un adeguamento alle nuove esigenze della società regionale».

Nel testo presentato dalla forzista, erano previsti contributi per soggetti pubblici e privati per lo smaltimento dell'amianto, recepiti dalla giunta Serracchiani rispettivamente del 2015 e 2016. «L'attuale amministrazione ha fatto la sua parte invitando Comuni, cittadini e imprese a rimuovere il rischio, prevedendo incentivi, ma - sottolinea Piccin - l'azione avrebbe dovuto essere controllata ed organizzata sulla base di una strategia regionale e non lasciata alla volontà e disponibilità economica dei cittadini. Senza una mappatura, ci si muove a macchia di leopardo e non si ha la reale percezione dell'impatto degli interventi e ogniqualvolta un fortunale scoperchi un tetto o capannone i rischi e i pericoli, reali o potenziali, aumentano».

La rimozione delle fibre di amianto dalla copertura in eternit di un capannone, dalla sommità di un garage o da un ambiente dove è stato utilizzato come isolante ha un costo molto elevato che induce una parte del privato a ritardare l'intervento o a smaltire abusivamente il materiale, aggravando la contaminazione ambientale.
«L'ottimo sarebbe quello di garantire al privato la bonifica a costo zero - conclude Piccin - Ma questa strada non è percorribile. Solo con una seria pianificazione a cui segua una programmazione e attuazione degli interventi si potranno fare passi in avanti nella lotta all'amianto».