21 novembre 2017
Aggiornato 14:30
fatto accaduto a luglio 2017

Frattolin, incursioni in base Usaf Aviano, bisogna garantire la sicurezza

La consigliera regionale del M5S interviene in merito alla vicenda del giovane marocchino residente a Conegliano introdottosi nella base Usaf di Aviano, e stigmatizza il silenzio delle autorità nazionali, regionali e locali in merito

Frattolin, incursioni in base Usaf Aviano, bisogna garantire la sicurezza (© Web)

PORDENONE - La consigliera regionale del M5S Eleonora Frattolin, insieme con la deputata pentastellata Tatiana Basilio della Commissione Difesa della Camera, interviene in merito alla vicenda del giovane marocchino residente a Conegliano introdottosi nella base Usaf di Aviano, e stigmatizza il silenzio delle autorità nazionali, regionali e locali in merito. «Alla base militare Usaf di Aviano, nella tranquillità della pianura pordenonese, si entra e si esce a piacimento. Un po' come andare al supermercato!» è il commento riguardo alla facilità con cui il 25enne si è introdotto più volte nella struttura militare americana utilizzando un badge falso.

«Un giovane di nazionalità magrebina e con alle spalle una laurea in ingegneria elettronica e numerosi viaggi a Bruxelles, si spaccia per esperto in missilistica, entra ed esce da una delle maggiori basi Usaf sul territorio nazionale dove sono stipate alcune testate nucleari, in una Regione come il Friuli Venezia Giulia ponte con i Balcani e l'Oriente, e il ministro Pinotti continua a tacere su questa vicenda accaduta in luglio. Tace anche la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia. Come fa Serracchiani a non pronunciarsi su una vicenda di tale gravità? Come fanno a rimanere in silenzio gli amministratori locali?», sono gli interrogativi delle esponenti del M5S.

«La base di Aviano - ricorda la consigliera regionale Eleonora Frattolin - stocca un numero non ben definito di Sandia B-61, le bombe nucleari all'idrogeno, e a breve le ben più potenti B61-12. Come è possibile che una persona si sia potuta introdurre più e più volte nella base, superando i controlli, addirittura alla guida di un'auto? - si chiede Frattolin -. Se fosse stato un terrorista avrebbe potuto colpire una qualsiasi struttura sensibile come i depositi di munizioni o quelli di carburante. L'aggravante poi sta nel fatto che questa persona fosse accompagnata, nelle sue incursioni all'interno della struttura, anche dalla fidanzata soldatessa. Questo è il livello di sicurezza che garantiamo ai cittadini italiani?!», attacca la consigliera regionale del M5S che vuole sapere se le nostre Forze Armate siano le uniche responsabili dei controlli di sicurezza all'interno delle basi Nato presenti sul territorio italiano secondo gli accordi operativi stipulati, o se la responsabilità del pasticcio sia da suddividere, con  la richiesta al ministro della Difesa di garantire «ben altri livelli di sicurezza per una base militare strategica che universalmente viene ritenuta un possibile obiettivo di attacchi terroristici».