22 settembre 2017
Aggiornato 17:00
venti ore dalla teoria alla pratica

Soccorso Alpino Fvg all'avanguardia: ad Andreis si è tenuto il primo corso nazionale di mantenimento per Tecnici di Ricerca

La formazione continua per i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico è un elemento imprescindibile e molto severo; la figura del Tecnico di ricerca, fondamentale nelle operazioni di ricerca dispersi, è una qualifica che si ottiene dopo un certo numero di giornate di formazione ma è molto difficile da mantenere nel lungo periodo

Soccorso Alpino Fvg all'avanguardia: ad Andreis si è tenuto il primo corso nazionale di mantenimento per Tecnici di Ricerca (© Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico)

PORDENONE - La formazione continua per i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico è un elemento imprescindibile e molto severo per continuare a far parte dello stesso Cnsas. A maggior ragione se si ricoprono funzioni specifiche e con elevata specializzazione, di qualunque settore si parli, dalla forra, all’elisoccorso, alle unità cinofile e così via. Così è anche per la figura del Tecnico di ricerca, fondamentale nelle operazioni di ricerca dispersi. Questa qualifica si ottiene dopo un certo numero di giornate di formazione ma è molto difficile da mantenere nel lungo periodo. E’ proprio per questo che periodicamente occorre effettuare esercitazioni ed esami con aggiornamenti e verifiche per confermare che la qualità, le conoscenze e l’efficienza degli operatori non vengano meno. Nella nostra regione sui 364 tecnici volontari del Cnsas esistenti nelle tredici stazioni alpine e speleologiche ci sono 32 Tecnici di Ricerca (circa il dieci per cento del totale) e 6 Coordinatori di operazioni di ricerca, figure che hanno un ruolo di supervisione e coordinamento delle operazioni in quel settore.

Corso di formazione
Lo scorso weekend, 2 e 3 settembre, si è tenuto ad Andreis un corso di venti ore di formazione con lezioni teoriche e pratiche a cui hanno preso parte dieci tecnici provenienti da sette delle nove stazioni alpine. L’importanza di questo corso risiede nel fatto che si è trattato del primo a carattere nazionale per i Tecnici di ricerca e fungerà da esempio per tutte le altre regioni, dal momento che il direttore del corso stesso Luca Onofrio (del Cnsas di Cave del Predil) è stato incaricato dalla direzione nazionale di redigere le linee guida per futuri eventi simili.

Lezioni teoriche e pratiche
Il programma svolto ha toccato lezioni teoriche di legislazione del soccorso alpino, cartografia, Gps, anamnesi e raccolta dati del disperso, svolgimento delle operazioni. Le lezioni pratiche hanno messo in atto l’organizzazione delle strategie di comportamento una volta ritrovata la persona e l’utilizzo della tecnologia in dotazione: con aggiornamenti sull’uso di Arogis, il database nazionale che contiene tutti i dati degli interventi, sul programma cartografico 3DRTE, su SMSlocator, Googlemap e Spot, applicazione in uso ai piloti di parapendio e deltaplano, i cui incidenti sono aumentati in maniera esponenziale negli ultimi anni. Agli esami finali tutti i Tecnici hanno mantenuto la qualifica.