22 settembre 2017
Aggiornato 17:00
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Panontin, approvati i piani di liquidazione per Gorizia e Pordenone

Rappresentano l'ultima fase del processo di soppressione delle Province, deciso nel 2016; nel primo semestre del 2017 è stato portato a termine il rilevante passaggio alle Unioni e ai Comuni delle funzioni relative alle scuole superiori

Panontin, approvati i piani di liquidazione per Gorizia e Pordenone (© Regione Friuli Venezia Giulia)

FVG - Con tre distinti provvedimenti la Giunta regionale, su proposta dell'assessore alle Autonomie locali Paolo Panontin, di concerto con l'assessore alle Finanze Francesco Peroni, ha approvato i piani per la liquidazione delle Province di Trieste, Gorizia e, in via provvisoria, Pordenone, che prevedono l'assegnazione dei beni immobili e mobili, delle risorse, anche professionali, e dei rapporti giuridici provinciali residuali non oggetto dei precedenti piani di subentro. Si tratta dunque di sedi istituzionali, edifici, terreni, personale, partecipazioni e beni mobili.

«I piani di liquidazione rappresentano l'ultima fase del processo di soppressione delle tre Province, deciso nel 2016 nel rispetto del programma di governo, che può dirsi ora sostanzialmente concluso», spiega l'assessore Panontin, precisando che «rimane naturalmente congelata fino alla scadenza naturale del mandato, quindi aprile 2018, la situazione per la Provincia di Udine» e ricordando che «nel primo semestre di quest'anno abbiamo portato a termine il rilevante passaggio alle Unioni e ai Comuni delle funzioni relative alle scuole superiori per tutte e quattro le Province». La decisione della Giunta è stata infatti assunta ai sensi della legge 20 del 2016 che ha stabilito la soppressione delle Province del Friuli Venezia Giulia. Le proposte di piano di liquidazione sono state formulate dai Commissari liquidatori dei tre enti, sentite le Unioni territoriali intercomunali e i Comuni più popolosi. Per quanto riguarda gli immobili, l'assegnazione è stata fatta sulla base di criteri precedentemente stabiliti dall'esecutivo, valutando e accogliendo parzialmente richieste e osservazioni.

Provincia di Gorizia
In questo caso il personale assegnato alla Regione sarà di 12 unità. Anche qui rimangono esclusi i dipendenti che hanno chiesto di operare presso le Uti. È stata parzialmente accolta la richiesta di destinare all'Unione Collio Alto Isonzo le attrezzature utilizzate nelle manifestazioni organizzate dai Comuni sul territorio facenti capo ai 'beni comuni provinciali', mentre per il palazzo della Provincia in Corso Italia e villa Olivo, assegnati alla Regione, è confermata la disponibilità a favore dell'Unione dei locali necessari ad ospitare il personale. Su proposta dell'assessore Torrenti la Regione è subentrata nella partecipazione all'associazione Ente Friuli nel mondo.

Provincia di Pordenone
La proposta di deliberazione riguarda l'approvazione ancora in via provvisoria del piano di liquidazione della Provincia di Pordenone, in quanto si dà mandato agli assessori alle autonomie locali e alla cultura di promuovere appositi accordi in deroga con i Comuni di Clauzetto e di Casarsa della Delizia, per ottenere in capo alla Regione la proprietà di palazzo Gerometta e casa Colussi, allo scopo di realizzare all'interno attività di carattere culturale e artistico. In questo caso l'approvazione definitiva del piano di liquidazione avverrà dopo la definizione degli accordi in deroga e comunque entro il prossimo 22 settembre. La proposta del Commissario liquidatore è stata modificata con l'assegnazione della partecipazione dell'Associazione Ente Friuli nel mondo in capo alla Regione in quanto avente finalità culturali, così come per la analoga partecipazione della Provincia di Gorizia. Anche in questo caso per la sede istituzionale della Provincia e per palazzo Pera, in quanto immobili aventi valenza istituzionale per la Regione, è confermata la disponibilità all'Unione dei locali necessari alla rappresentanza dell'Ente e degli spazi per ospitare il proprio personale. È infine previsto il trasferimento alla Regione di 15 dipendenti. Anche in questo rimangono esclusi quelli che hanno chiesto di operare presso le Uti.