21 novembre 2017
Aggiornato 14:30
Confcommercio Fvg

Terziario Fvg, oltre 320 imprese in pił a fine anno

Il focus sul secondo trimestre 2017 (in collaborazione con Format Research) anche su saldi e turismo. Marchiori (Confcommercio Fvg): «Trainiamo una ripresa in formato ridotto»

Terziario Fvg, oltre 320 imprese in pił a fine anno (© Adobe Stock)

PORDENONE - Il terziario continua a contrastare il calo delle imprese in Friuli Venezia Giulia. Secondo l’indagine congiunturale di Format Research sul secondo trimestre 2017, commissionata da Confcommercio Fvg, a fine anno in regione saranno nate 6.597 nuove imprese (4.683 del terziario, 1.914 degli altri settori) e saranno cessate 6.936 imprese (4.360 del terziario, 2.576 degli altri settori). Il saldo complessivo tra nuove imprese nate e imprese cessate (positivo, nel terziario, in tutte le quattro province: Udine +118, Trieste +88. Pordenone +77, Gorizia +40) sarà dunque ancora negativo: -339 imprese (+323 del terziario, -662 degli altri settori), per un tasso di crescita pari al -0,2%. «Si tratta di una fotografia con dati in contrasto, ma con il terziario che traina faticosamente una ripresa che è purtroppo ancora in formato ridotto – osserva il presidente di Confcommercio Fvg Alberto Marchiori –, perdurando purtroppo fattori negativi come la pressione fiscale e la burocrazia. Questioni che purtroppo, mentre la Regione Fvg è impegnata a tutela delle Pmi, il governo non si impegna ancora ad affrontare come dovrebbe».

Considerazioni e statistiche
Considerazioni e statistiche sono emersi nella sede della Regione di Pordenone alla presenza del vicepresidente Fvg Sergio Bolzonello e del direttore scientifico di Format Research Pierluigi Ascani, che ha pure reso note le prime analisi sull’andamento della stagione dei saldi estivi in Fvg, che già evidenziano un incremento della percentuale media di sconto sulle merci: 40% (+8% su 12 mesi fa). In generale, sembra essere aumentato il numero di visite in negozio e appare in questo senso manifesta la connessione con il parallelo incremento dei flussi turistici nella regione. L’imponente affluenza di visitatori ha rappresentato una spinta considerevole in termini di apporto alla stagione dei saldi. Da questo punto di vista, sembrano essere stati agevolati prevalentemente gli esercizi commerciali operativi nelle zone centrali (centri storici e zone adiacenti ai centri di maggiore attrattività).
Nel complesso, la previsione del consuntivo dei saldi estivi lascia presagire un leggero incremento degli incassi rispetto al 2016 (+1%). Al contempo, l’analisi prospettica sull’andamento della stagione turistica estiva evidenzia un marcato incremento su base tendenziale, sia dal punto di vista degli arrivi (il numero di clienti ospitati nelle strutture ricettive) sia dal punto di vista delle presenze (il numero delle notti trascorse nelle strutture ricettive): +9,5% per gli arrivi, +6,5% per le presenze. Il traino proviene in via prioritaria dal contributo dei turisti stranieri.
Sono le aree balneari della regione e quelle legate alla cultura e all’enogastronomia a risultare tra le mete più ambite dai turisti, rileva ancora l’indagine Confcommercio-Format Research. La tradizione e l’attenzione per le caratteristiche del territorio si confermano dunque decisive per la valorizzazione della regione e, in questo senso, risulta strategico rimanere ancorati alle peculiarità tipiche del luogo, vere e proprie attrazioni specialmente per chi viene da fuori.
«Il turismo è un comparto di grande valenza per il territorio – osserva ancora Marchiori –. I dati in crescita su arrivi e presenze sono confortanti, capacità e professionalità degli operatori sono solide garanzie. L’importante però è superare una visione sempre troppo localistica e puntare a un progetto turistico europeo che consenta all’Italia di partecipare alla competizione globale con il suo patrimonio turistico-culturale. Regioni e Comuni non sono più in grado di giocare una partita in solitaria, è necessario puntare tutti assieme a una gestione sincronizzata con il Paese e con la Ue».

Demografia delle imprese
In Italia, si prevede che a fine 2017 saranno nate 405.756 nuove imprese (303.608 del terziario, 102.148 degli altri settori) e saranno cessate 345.978 imprese (194.526 del terziario, 151.452 degli altri settori). Il saldo complessivo tra nuove imprese nate e imprese cessate sarà positivo: +59.778 imprese (+109.082 del terziario, -49.304 degli altri settori), per un tasso di crescita pari al +0,8%.
In Fvg, si prevede che a fine 2017 saranno nate 6.597 nuove imprese (4.683 del terziario, 1.914 degli altri) e saranno cessate 6.936 imprese (4.360 del terziario, 2.576 degli altri settori). Il saldo complessivo tra nuove imprese nate e imprese cessate sarà ancora negativo: -339 imprese (+323 del terziario, -662 degli altri settori), per un tasso di crescita pari al -0,2%. Si mette in evidenza, tuttavia, come presso le sole imprese del terziario la variazione tendenziale risulterà positiva (presso tutte le province della regione).

Andamento congiunturale
Il clima di fiducia relativo all’andamento dell’economia italiana è previsto in miglioramento al 30 settembre 2017. L’indicatore congiunturale torna a sfiorare l’area di espansione, raggiungendo il livello più elevato da quando è in linea l’osservatorio. Anche la fiducia circa l’andamento della propria attività appare in crescita. In questo caso l’indicatore già entra nell’area di espansione (50,9) e coincide con il miglior risultato dal 2011 ad oggi.
In un contesto di avanzamento generalizzato del clima di fiducia, risulta leggermente più lento il recupero della dinamica della crescita dei ricavi. La previsione al 30 settembre 2017 lascia presagire un incremento dell’indicatore, che tuttavia resta al di sotto dell’area di espansione di mercato.
Migliora il quadro relativo all’occupazione, almeno secondo le previsioni delle imprese del terziario del Fvg. L’outlook al 30 settembre lascia immaginare un incremento dell’indicatore congiunturale, che è destinato a tornare a raggiungere i livelli del 2014.
Per quel che riguarda il rapporto con i fornitori, le imprese del terziario prevedono un lieve incremento dei prezzi da questi praticati. Se dal punto di vista delle imprese si tratta di un 'peggioramento' della situazione, coincide in realtà con una buona notizia se correlata al recente periodo di deflazione. Dall’altra parte, per quanto concerne il rapporto con i clienti, la situazione relativa ai tempi di pagamento di questi continua a migliorare (sebbene l’indicatore stazioni al di sotto dell’area di espansione di mercato). In generale, la situazione della liquidità delle imprese è destinata a consolidarsi. L’indicatore congiunturale è ormai stabilmente nell’area di espansione e si avvicina ai livelli pre-crisi.
Sul lato credito, si prevede una crescita della domanda (il 29% delle imprese del terziario si reca in banca per chiedere un fido o un finanziamento) e della quota di coloro che ottengono una risposta positiva (il 49% secondo l’ammontare desiderato, il 22% secondo un importo inferiore).

Stagione estiva
Le prime analisi sull’andamento della stagione dei saldi estivi 2017 in Fvg evidenziano un incremento della percentuale media di sconto sulle merci: 40% (+8 su 12 mesi fa, con punte fino al 70%, strategia spesso finalizzata a liberare i magazzini, con conseguenti benefici sul piano dei costi).
L’evidenza non presenta particolari differenziazioni a livello territoriale, con le province di Trieste e Pordenone a far segnare una percentuale media di sconto leggermente più elevata.
In generale, sembra essere aumentato il numero di visite in negozio rispetto al 2016 (indicatore pari a 39 vs 37). In questo senso, appare manifesta la connessione con il parallelo incremento dei flussi turistici nella regione. L’imponente affluenza di visitatori (italiani e, soprattutto, stranieri) ha rappresentato una spinta considerevole in termini di apporto alla stagione dei saldi.
Da questo punto di vista, sembrano essere stati agevolati prevalentemente gli esercizi commerciali operativi nelle zone centrali (centri storici e zone adiacenti ai centri di maggiore attrattività).
Nel complesso, la previsione del consuntivo dei saldi estivi 2017 in Fvg lascia presagire un leggero incremento degli incassi (+1%).
Il dato è positivo se contestualizzato in uno scenario che, a livello nazionale, presenta luci ed ombre: risultati in leggero miglioramento rispetto a quelli dell’estate 2016 nella maggior parte delle regioni del Nord Italia, sostanzialmente in linea nel Centro Italia, in leggero peggioramento nelle regioni del Mezzogiorno.
Isolando il Fvg, fermo restando il sostegno indiretto dei flussi turistici, è necessario evidenziare il dislivello (in termini di risultati) tra le prime settimane in saldo e quelle immediatamente successive: dopo una partenza 'sprint' sembra essersi infatti indebolita nel tempo la propensione all’acquisto (complici anche le giornate di incessante afa), svilendo di fatto il contributo assicurato dalla spinta propulsiva iniziale, che avrebbe potenzialmente restituito un risultato finale addirittura più performante se mantenuta costante nel corso dell’intera stagione estiva.

Turismo
Il 2017 coincide con l’anno della definitiva ripartenza del settore del turismo. Decisiva in questo senso l’intensificazione dei flussi dall’estero. Al secondo trimestre, la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia è infatti aumentata del +6,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
A livello nazionale si è assistito dunque a un incremento dei flussi turistici e dei volumi di spesa dovuti prevalentemente al contributo dei viaggiatori internazionali (turisti stranieri in Italia). Si tratta di un dato che conferma la ripresa del settore, miglior risultato da due anni a questa parte.
Più nel dettaglio, è aumentata la permanenza media in Italia. Il numero di pernottamenti di viaggiatori stranieri è risultato in crescita del +6,1% su base tendenziale e nella prima metà del 2017 si è registrato un boom di arrivi e presenze dalla Germania, dalla Svizzera, dall’Austria, di fatto il core business del turismo italiano. Proprio con riferimento all’Austria (che segna un +100% sui 12 mesi) il dato appare rilevante e incide positivamente sul Fvg, in quanto regione confinante.
Concentrando l’attenzione proprio sul Fvg, sono le aree balneari della regione e quelle legate alla cultura e all’enogastronomia a risultare tra le mete più ambite dai turisti stranieri, come testimoniano alcuni tra i nuovi percorsi turistici introdotti dai principali tour operator internazionali in occasione dell’estate 2017. La tradizione e l’attenzione per le caratteristiche del territorio si confermano dunque decisive per la valorizzazione della regione e, in questo senso, risulta prioritario rimanere ancorati alle peculiarità tipiche del luogo, vere e proprie attrazioni specialmente per chi viene da fuori.
I dati ad oggi disponibili permettono già una prima proiezione degli arrivi e delle presenze in Fvg nell’estate 2017. La variazione tendenziale (rispetto all’estate 2016) è ampiamente positiva (+9,5% per gli arrivi, ovvero il numero di clienti ospitati nelle strutture ricettive, +6,5% per le presenze, ovvero il numero delle notti trascorse dai clienti ospitati nelle strutture ricettive) trainata dal contributo della componente estera (turisti stranieri).
Gli arrivi e le presenze in albergo rappresentano la fetta più consistente del flusso turistico in Fvg e risultano in forte incremento nell’estate 2017 su base tendenziale.
A livello provinciale, i flussi di arrivi e presenze a consuntivo per l’estate 2017 sembrano tutti positivi, con picchi di eccellenza presso le località balneari e quelle caratterizzata da forti specificità territoriali, specialmente dal punto di vista enogastronomico.
In generale, il turismo costituisce quindi un segmento chiave nell’economia della regione, in termini di numerosità di imprese, offerta di lavoro e valore aggiunto ('vale' oltre un miliardo di euro). Il turismo in Fvg, più degli altri settori del terziario, ha accusato il colpo in corrispondenza del periodo di avvio della crisi, ma il recupero del terreno perduto è tuttavia più veloce rispetto alla media.