20 novembre 2017
Aggiornato 22:00
BUSINESS INTERNAZIONALE

La Costa d’Avorio chiama gli imprenditori pordenonesi

Il sindaco Alessandro Ciriani ha ricevuto in Municipio la visita di Julien Tchibio Klaibe, suo omologo e parlamentare africano di Tabou, cittadina balneare ivoriana

La Costa d’Avorio chiama gli imprenditori pordenonesi (© Comune di Pordenone)

PORDENONE - Per le imprese pordenonesi che vogliono internazionalizzarsi potrebbero aprirsi le porte di una nuova possibilità di business. A segnalarlo, anzi a invitare le aziende a investire nel suo Paese, è Julien Tchibio Klaibe, parlamentare africano e sindaco della cittadina balneare di Tabou, 30 mila abitanti, nel sud ovest della Costa d’Avorio.

L'appello ivoriano
A riceverlo in Municipio nei giorni scorsi è stato il sindaco Alessandro Ciriani assieme ai suoi assessori, per una visita promossa dallo stesso esponente politico africano e dalla consigliera comunale Giovanna Favret (lista 'Pordenone cambia') tramite i suoi contatti con la comunità ivoriana pordenonese. «Venite a investire da noi – è stato l’appello del sindaco di Tabou - nell’agricoltura, industria, infrastrutture, turismo e formazione professionale. Sono impaziente di accogliere una missione commerciale esplorativa di vostre imprese fornendo tutto il supporto logistico alla visita». Ciriani si è detto «disponibile a cogliere questa sollecitazione» ma ha insistito più volte sulla «necessità di attivare canali chiari, organizzati, che non facciano perdere tempo. Da parte nostra – ha aggiunto – contatteremo la Fiera di Pordenone proponendole di valutare l’interesse dei nostri imprenditori ed eventualmente coordinare una delegazione commerciale».

Le opportunità di sviluppo
«A Tabou e nel suo dipartimento – ha spiegato Klaibe - ci sono grandi opportunità di sviluppo agricolo, industriale e turistico grazie a 40 chilometri di bellissime spiagge e paesaggi naturalistici che meritano di essere valorizzati». Durante l’incontro la rappresentanza ivoriana ha distribuito un depliant per presentare la propria città («uno dei primi posti visitati dagli avventurieri d’oltremare e navigatori europei») e i settori da sviluppare per i quali si appellano all’imprenditoria nostrana. «Abbiamo – si legge - tutte le condizioni climatiche e geologiche necessarie per la pratica di molte colture alimentari e industriali». Tra gli obiettivi anche diverse opere infrastrutturali come la manutenzione litoranea e degli argini del fiume cittadino, la costruzione di un complesso alberghiero, il completamento dell’elettrificazione dei villaggi e della manutenzione stradale del dipartimento territoriale. Richiesti anche interventi di informatizzazione, apparecchiature biomediche e sportive e altro ancora. Ma ciò che serve è anche la formazione professionale, per esempio per le attività legate alla pesca, molto fiorente nella zona. Colonia francese fino 1960, la Costa d’Avorio ne subisce ancora oggi l’influenza. Ma durante l’incontro è emersa in modo velato una certa insofferenza per la presenza transalpina e l’aspirazione a guardare altrove.

Etnie e territorio
«Il Comune di Tabou – si legge ancora nel depliant – è costituito da indigeni dell’etnia 'kroumen', da allogeni ivoriani e cittadini dei paesi della sub-regione occidentale africana. Questa popolazione cosmopolita, costituita da oltre il 70 per cento di giovani, vive in perfetta simbiosi da molto tempo». La cittadina è a 470 chilometri da Abidjan (capitale economica della Costa d’Avorio) e a 100 da San Pedro (il primo porto per il commercio di cacao). In quanto Comune capoluogo del dipartimento Tabou ospita tutti i servizi amministrativi, pubblici e parapubblici. L’area si estende su una superficie di 50490 chilometri quadrati. Per quanto riguarda il clima politico del Paese, Klaibe ha parlato di una «normale dialettica tra governo e opposizione». Presente al vertice anche Toh Ignace Aipp, segretario dell’associazione ivoriana pordenonese. «In città – ha riferito – siamo in 200 e in provincia 400». L’incontro si è chiuso con uno scambio di doni: un libro su Pordenone per Klaibe e un vestito tradizionale africano per Ciriani.