20 ottobre 2018
Aggiornato 12:30

Roncadin: a 72 ore dall’incendio l’azienda è ripartita

Alle 5 di lunedì iniziate le prove di pre produzione, 100 su 500 i dipendenti in azienda. Obiettivo: pieno regime da martedì, tornano tutti per produrre 237 mila pizze
Roncadin: a 72 ore dall’incendio l’azienda è ripartita
Roncadin: a 72 ore dall’incendio l’azienda è ripartita (Roncadin)

MEDUNO - Venerdì 22 settembre, alle 5.30, l’azienda bruciava. Lunedì 25 settembre, alle 5, gli operai stanno facendo le prove tecniche di produzione. Se tutto andrà bene, da martedì la produzione sarà di 237 mila pizze al giorno, per incrementare progressivamente il volume e andare a regime con la capacità settimanale che c’era prima dell’incendio (oltre due milioni di prodotti), quando però si lavorava 5 giorni la settimana su tre turni da sei ore, mentre ora si opera 7 giorni su 7 con tre turni da 7 ore. «Intanto partiranno i lavori per la realizzazione di un’altra linea, così da tornare nel giro di 6 mesi ai turni di lavoro abituali», spiega Dario Roncadin, amministratore delegato di Roncadin Spa, azienda con sede a Meduno, nata nel 1992 per la produzione di pizza italiana di qualità per la grande distribuzione nazionale ed internazionale.

Prove tecniche di produzione alle 5 di mattina
Le prove tecniche di produzione sono partite alle 5 con la realizzazione dell’impasto della base delle pizze, che è stato poi messo a lievitare in una cella a temperatura controllata per cinque ore. Poco prima di mezzogiorno l’impasto verrà messo sulla linea per i vari test. «E’ un piccolo miracolo per cui devo ringraziare tutti: dipendenti, fornitori, istituzioni, forze di sicurezza e dell’ordine. Risorgere subito è stato il mio primo pensiero. E anche se dobbiamo ancora essere sicuri di farcela davvero, sono commosso e soddisfatto», dice Edoardo Roncadin, fondatore e presidente della società.

Ripartenza a 72 ore dal rogo
72 ore fa, per cause accidentali ancora non identificate dagli inquirenti, alla Roncadin è scoppiato un incendio che ha devastato la parte dello stabilimento che ospitava le 4 linee entrate in funzione negli ultimi dieci anni, ma che non ha neppure sfiorato le due linee installate più di recente (l’ultima delle quali inaugurata all’inizio di settembre 2017), che sono decisamente più performanti e collocate in una zona separata e indipendente. «La parte nuova si è salvata perché tutti i protocolli di sicurezza e le barriere antincendio hanno funzionato a dovere e questo ci ha permesso, lavorando di buona lena mentre ancora si stavano spegnendo gli ultimi focolai, di recuperare il salvabile, riallestire la catena produttiva e ripartire a 72 ore dal rogo», spiega Dario Roncadin, amministratore delegato della società.

Firmato l’accordo con i sindacati: fino al 31 dicembre al lavoro 7 giorni su 7
Le parti si sono incontrate lunedì 25 settembre allo scopo di concordare le modalità per utilizzare al massimo le linee 5 e 6 non danneggiate dall’incendio. Si farà ricorso alla cassa integrazione ordinaria solo per coprire i giorni di mancato lavoro.  Lunedì 25 settembre, alle 9, presso l’Unione industriali di Pordenone, la direzione di Roncadin Spa si è incontrata con le rappresentanze sindacali Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil per discutere della situazione aziendale a seguito dell’incendio che venerdì 22 settembre ha reso completamente inagibile le linee 1, 2, 3 e 4 dello stabilimento di Meduno. Dopo che tutte le procedure attuate dal Comitato di crisi e della sicurezza del lavoro nel momento dell’incendio hanno funzionato correttamente, Roncadin si è coordinata per verificare la possibilità di riprendere la produzione con i reparti rimasti intatti (le linee 5 e 6), in modo da mantenere gli impegni di consegna.

Ammortizzatore sociale della cassa integrazione guadagni ordinaria
Con questo obiettivo è stato concordato con le organizzazioni sindacali l’ammortizzatore sociale della cassa integrazione guadagni ordinaria, al fine di coprire le ore e i giorni di mancato lavoro, prevedibili per un certo periodo, in modo da garantire il reddito ai lavoratori e di sgravare di costi, come prevedono le normative di legge, l’azienda stessa. Le parti si sono dunque accordate per un piano di produzione che utilizzerà al massimo le linee disponibili, «variando orari e turni con l’utilizzo di modelli già sperimentati e pienamente legittimi sotto il profilo normativo-legale, contrattuale e sindacale, come il 'ciclo continuo' e lo scorrimento dei riposi, lavorando quindi anche i sabati e le domeniche», si legge nell’accordo. «Fino al 31 dicembre, quindi, le linee produttive 5 e 6 saranno attivate 7 giorni su 7 - prosegue il documento firmato -. L’orario di lavoro sarà attuato conservando, di massima, l’attuale part time di 30 ore settimanali medie, ma sviluppandosi con modalità diverse: 7 ore lavorative per 3 turni giornalieri, per tre giorni di lavoro e due di riposo». «Il nostro impegno è di fare tutto ciò che sarà necessario per affrontare l’emergenza e avviare una fase di rilancio - commenta l’ad Dario Roncadinâ?? -. Abbiamo già deciso la costruzione di una nuova linea di produzione da affiancare alle due che stiamo provando per far funzionare a regime già da domani». Roncadin e le organizzazioni sindacali si incontreranno periodicamente per monitorare la situazione e apportare se del caso, di comune accordo, ulteriori modifiche organizzative.