22 ottobre 2018
Aggiornato 06:30

Preapertura delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone

Si inizia venerdý 29 settembre al Teatro Zancanaro di Sacile con il capolavoro di Sj÷str÷m The Wind accompagnato dalla Zerorchestra e dall’Accademia d’Archi Arrigoni
Preapertura delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone
Preapertura delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone (Sj÷str÷m The Wind)

PORDENONE - L'apertura ufficiale delle Giornate del Cinema Muto al Teatro Verdi di Pordenone anche quest'anno è anticipata da un appuntamento al Teatro Zancanaro di Sacile, venerdì 29 settembre alle 20.45, a ingresso libero. Il film scelto per la preapertua è il capolavoro di Victor Sjöström 'The Wind' (1928), nella copia proveniente dagli archivi della Cineteca del Friuli, presentato con la nuova partitura scritta e diretta dal musicista beniamino delle Giornate Günter Buchwald ed eseguita dalla Zerorchestra affiancata dall'Accademia d'Archi Arrigoni. L’iniziativa della Zerorchestra è realizzata in collaborazione con Cinemazero, le Giornate del Cinema Muto e Mittelfest. La serata è organizzata con la Città di Sacile, il Rotary Club Sacile Centenario e il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e Banca Popolare di Cividale.

Il capolavoro 'The Wind'
The Wind è uno dei grandi capolavori di sempre, un’opera per niente datata, interpretata da Lillian Gish, una delle dive più amate del cinema muto, qui in stato di grazia e diretta magistralmente da Sjöström, il regista che aveva lanciato Greta Garbo. Accanto alla Gish c’è Lars Hanson, l’attore svedese che campeggia sul manifesto delle Giornate 2017 e che ritroveremo come interprete nella rassegna dedicata al cinema scandinavo. The Wind ha momenti di visionarietà ipnotica e la sequenza della tempesta è una pagina di cinema che rimane impressa per sempre nella memoria dello spettatore. Come scrive Paolo Mereghetti: «Pur trattandosi di un film muto, la suggestione sonora che il regista riesce a ottenere nelle inquadrature delle persiane che sbattono e della sabbia che fa mulinelli ha qualcosa di rovente, qualcosa che non si era mai sentito sullo schermo».

 

Sjöström
Sjöström è stato una personalità artistica non comune, che ha saputo mettere a frutto la lezione e il gusto di due mondi diversi, la Svezia e gli Stati Uniti, tra cui ha fatto la spola durante tutta la sua vita. Iniziò e concluse la sua carriera come attore e sarà, pochi anni prima della sua morte, tra i protagonisti del Posto delle fragole di Ingmar Bergman.

La musica
Le nuove musiche composte da Günter Buchwald si fondono con la suggestione sonora di cui il regista seppe permeare questo caposaldo, enfatizzandone l’effetto. Accanto alla Zerorchestra –nella formazione composta da Francesco Bearzatti (sax e clarinetto), Luca Colussi (batteria), Luca Grizzo (percussioni), Didier Ortolan (clarinetti e sax), Gaspare Pasini (sax), Romano Todesco (contrabbasso), Luigi Vitale (vibrafono e xilofono) – ci saranno i musicisti dell’Accademia d’Archi Arrigoni.