20 ottobre 2018
Aggiornato 12:00

Roncadin, produzione riavviata. Ora si progetta l'azienda del 2020

L’azienda di Meduno ha riavviato le linee. Tutto si è svolto regolarmente e sono state prodotte le pizze come da programma. Si stanno formulando diverse ipotesi di piani per proseguire le attività produttive in loco. Le prime stime fanno ipotizzare un investimento a medio-lungo termine di almeno 35 milioni di euro
Roncadin, produzione riavviata. Ora si progetta l'azienda del 2020
Roncadin, produzione riavviata. Ora si progetta l'azienda del 2020 (Roncadin)

MEDUNO - Procede a pieno ritmo la ripartenza di Roncadin, l’azienda di Meduno che ha ripreso le attività produttive. Tutto come da programma: martedì 26 settembre sono uscite dalle linee 238 mila pizze. «Siamo ripartiti con un grande classico, la pizza margherita – conferma l’amministratore delegato Dario Roncadin?? –. Un prodotto semplice che ci ha permesso di testare l’operatività delle linee. Prova superata: nei prossimi giorni incrementeremo progressivamente i volumi per arrivare ai numeri pre-incendio, con oltre 2 milioni di pezzi alla settimana».

In produzione la pizza margherita
Per produrre le 238 mila pizze margherita del 26 settembre, Roncadin ha utilizzato 40 tonnellate di farina, 15 di mozzarella e altrettante di pomodoro. Dallo stabilimento di Meduno sono partiti 13 camion per le consegne.
Le linee 5 e 6 dell’azienda hanno lavorato 24 ore su 24, e così faranno per i prossimi mesi, 7 giorni su 7. E' stato messo in produzione un prodotto a marchio di punta dell’azienda, la Margherita Extravoglia Roncadin, dalla base super sottile. «È una specialità sulla quale la nostra strategia di marketing ha puntato molto e che è stata lanciata sul mercato a maggio 2017 – spiega l’amministratore delegato –. Una pizza del 33% più grande della media delle pizze surgelate che si trovano in commercio, caratterizzata da una base ultra sottile e molto digeribile».

Piani a lungo termine per il pieno regime
Nel frattempo Roncadin continua a studiare i piani a lungo termine per tornare a pieno regime con gli investimenti necessari. Spiega l’amministratore delegato Dario Roncadin «Per tornare ai ritmi di lavoro abituali e sostenere l’attività nel lungo periodo, avremo però bisogno di aumentare la capacità produttiva: abbiamo ipotizzato di arrivare a realizzare entro il 2019 due nuove linee, per un investimento a medio-lungo termine di almeno 35 milioni di euro».
Roncadin al momento opera con due linee: la numero 5, realizzata nel 2016, e la numero 6, inaugurata appena due settimane fa: impianti nuovi, tecnologici e performanti che lavorando 24/7 potranno, nei prossimi mesi, riportare la produzione a circa 2 milioni di pezzi a settimana. «Per tornare agli abituali ritmi di lavoro 5 giorni su 7 con turni da 6 ore –spiega Roncadin– stiamo già pensando a due nuove linee. Per la prima di queste stiamo individuando proprio in questi giorni un sito adatto: uno potrebbe essere nell’area attigua alla linea 6, dove è collocata una parte significativa dell’impianto fotovoltaico, ma potrebbero aprirsi altre opportunità da valutare. Una cosa è certa: il nostro obiettivo è completare la costruzione di questa prima linea nel giro di sei mesi». Per dare un’idea dei costi di cui si ragiona, il recentissimo investimento per realizzare la linea 6, inaugurata a inizio settembre, è stato dell’ordine dei 7 milioni di euro.
«Fondamentale è stata, per riavviare le attività, la disponibilità data dai dipendenti per salvare l’azienda: non potremo mai ringraziarli abbastanza» ribadisce l’amministratore delegato. I lavoratori, 540 in tutto, in questi mesi saranno operativi su un orario riorganizzato, secondo l’accordo siglato lunedì da proprietà e sindacati, per poter produrre 7 giorni su 7 con tre turni da 7 ore. La produzione attuale è di 237 mila pizze al giorno, volume che sarà incrementato progressivamente per arrivare a oltre 2 milioni di pezzi a settimana.

Produzione a pieno ritmo
I piani produttivi sono stati rispettati e giovedì 28 settembre la linea 6 ad alta efficienza, inaugurata all’inizio di settembre, lavora al ritmo di 7.200 pizze l’ora; il primo giorno sono state prodotte in totale 238 mila pizze e i volumi stanno incrementando per arrivare superare i 2 milioni di pezzi a settimana. Aumenta non solo la quantità, ma anche la varietà. «Da ieri abbiamo ripreso con la produzione delle pizze farcite con salumi, oggi abbiamo iniziato con le verdure, che sono pizze più complesse – spiega l’amministratore delegato Dario Roncadin –. Farcire a mano è sempre stato uno dei nostri punti di forza e significa un coordinamento delle persone più preciso: mentre per una margherita il numero medio di persone è 20-22, per una verdure salgono a 54, quindi l’azienda sta aumentando gradualmente la complessità». L’alta efficienza delle linee 5 e 6 e i ritmi accelerati, 24 ore al giorno 7 giorni su 7, fanno sì che il personale necessario aumenti rispetto al tradizionale assetto: se prima il 'mix medio', cioè il numero di persone che servono in media per produrre una pizza, era di 24 persone in linea, adesso è di 32. «Ed è aumentato anche il personale necessario per i turni di pulizia, prima concentrati di notte, a linee ferme, e ora previsti in vari momenti della giornata – chiosa Roncadinâ?? –. L’azienda esterna specializzata a cui ci rivolgiamo si è subito messa a disposizione, modificando i turni dei propri lavoratori, per aiutarci nella ripartenza».