23 ottobre 2017
Aggiornato 10:00
6 E 7 OTTOBRE

Malnisio Science Festival: il primo festival friulano dedicato alla scienza

Due giorni dedicati alla divulgazione scientifica per sviluppare lo spirito critico, imparare a difendersi dalle false notizie e scoprire le opportunità che scienza e tecnologia offrono allo sviluppo economico.

Malnisio Science Festival: il primo festival friulano dedicato alla scienza (© Malnisio Science Festival)

MONTEREALE VALCELLINA - Due giorni dedicati alla divulgazione scientifica per sviluppare lo spirito critico, imparare a difendersi dalle false notizie e scoprire le opportunità che scienza e tecnologia offrono allo sviluppo economico: 27 conferenze, 26 relatori, 2 lectiones magistrales, 4 laboratori, 3 punti esperienziali e 2 escursioni guidate: sono i numeri della prima edizione del Malnisio Science Festival, che si terrà il 6 e il 7 ottobre nella Centrale idroelettrica 'Antonio Pitter' di Malnisio, a Montereale Valcellina.

Festival dedicato alla scienza
Il Malnisio Science Festival è il primo festival friulano dedicato alla scienza, aperto a tutti, gratuito, cui si può accedere semplicemente iscrivendosi su www.malnisiosciencefestival.com. Il Malnisio Science Festival porterà nella storica centrale idroelettrica 'Antonio Pitter' di Malnisio esperti di fama mondiale, ricercatori, docenti universitari, ma anche imprenditori: ognuno di loro avrà a disposizione 45 minuti di tempo per parlare di scienza, in modo semplice e diretto.
«Il Malnisio Science Festival non è un evento dedicato agli 'addetti ai lavori', ma una finestra di 48 ore sul futuro di tutti noi» - spiegano Eleonora Gobbato e Andrea Paroni, assessore al commercio e consigliere del Comune di Montereale Valcellina, ente organizzatore dell'evento - «è un festival di divulgazione scientifica in cui tutti, giovani e meno giovani, possono entrare in contatto con la scienza, sia in senso stretto sia in senso lato». È ambizioso quanto imprescindibile stimolare la curiosità dei giovani nei confronti delle discipline scientifiche e infondere una conoscenza critica nella popolazione per difendersi dalle truffe, in particolar modo in un mondo popolato da fake news.

Cerimonia inaugurale
Non a caso, l'apertura dell'evento è affidata a Massimo Polidoro: scrittore, giornalista, divulgatore scientifico e segretario nazionale del Cicap, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze. Polidoro sarà protagonista della cerimonia inaugurale, con un intervento dal titolo 'Indagare i misteri con la lente della scienza': si potrà ascoltare alle 20.30 di venerdì 6 ottobre, nell'auditorium della Centrale.
Altro ospite di spicco è Piergiorgio Odifreddi, matematico e scrittore (premio Galileo per la divulgazione scientifica nel 2011), che presenterà il suo libro 'Dalla terra alle lune'. Il seminario di Odifreddi si terrà sabato 7 ottobre dalle 18.30 alle 20, sempre nell'auditorium.
'Su ciò che non si può parlare, si deve tacere. Wittgenstein e i vaccini, tra logica e (im)potenza' è il titolo dell'incontro su un tema caldissimo di questi tempi: i vaccini. Ne parlerà Lucio Bomben, direttore del dipartimento di prevenzione dell'Azienda per l'assistenza sanitaria n.5 del Friuli occidentale (sabato, alle 17.45, auditorium).
Quattro differenti sessioni saranno tenute da ricercatori del Cro di Aviano, in collaborazione con Airc, Associazione italiana per la ricerca sul cancro: il dottor Paolo De Paoli, direttore scientifico del Centro di riferimento oncologico, proporrà l’incontro dal titolo 'La ricerca che cura i tumori'; il dottor Gustavo Baldassarre interverrà su 'Il carcinoma ovarico: un paradigma di ricerca traslazionale'; la dottoressa Valentina Damiano racconterà il 'mestiere' del ricercatore con il suo 'Diario di una giovane ricercatrice'; il dottor Diego Serraino si occuperà di 'Tumori e trapianto di organo solido: pro e contro della terapia immunosoppressiva'.
Saranno due, invece, gli interventi di Giovanni Boniolo, docente di Filosofia della scienza e Medical Humanities nell’Università di Ferrara e ricercatore nell'ambito del decision-making pubblico e individuale: sabato, alle 14.45, nell'auditorium, parlerà di etica della ricerca biomedica e della pratica clinica; alle 17, lo stesso giorno, presenterà il suo libro 'Consulenza etica e decision-making clinico. Per comprendere e agire in epoca di medicina personalizzata'.
Delle opportunità che la scienza può offrire all'impresa parlerà Franco Scolari, direttore del Polo Tecnologico di Pordenone, ente istituzionale per il supporto alle start up e all'innovazione: 'Lavori del futuro: chi avrà successo e chi soccomberà' è il titolo del suo seminario.
«Al Malnisio Science Festival parleremo anche d'intelligenza artificiale, dei suoi benefici ma anche dei rischi - raccontano Paroni e Gobbato - Parleremo di energia, di cibo e di cambiamenti climatici. E ancora: dei comportamenti animali; di cosa significa essere una giovane ricercatrice in Italia; di astronomia; di come l’informatica aiuta l’ingegneria e di come si comunica la scienza, perché il Festival che pensiamo sarà il luogo ideale per aumentare le proprie conoscenze - aggiungono - per lasciarsi affascinare dalle nuove scoperte, per incuriosirsi e per toccare con mano le tecnologie che migliorano la nostra vita».
Al Malnisio Science Festival si potranno scoprire da vicino anche i processi che influenzano le nostre vite in modo, per noi, spesso inconsapevole: si scoprirà cosa nascondono il mentalismo e il paranormale, e cosa scatena l'effimera illusione delle vincite al gioco d'azzardo.

La centrale che illuminò Piazza San Marco
Alla fine dell'Ottocento, l'ingegnere capo del Regio Ufficio del Genio Civile, Aristide Zenardi, ebbe l'intuizione, rivoluzionaria per quel periodo, di sfruttare le acque del torrente Cellina per produrre energia elettrica. La costruzione iniziò nel 1900, a marzo: Zenari curò la parte idraulica e quella civile, mentre l'ingegner Antonio Pitter si occupò delle funzioni elettromeccaniche. Più di duemila operai lavorarono per cinque anni al progetto, che prevedeva l'installazione di quattro turbine accoppiate ai rispettivi alternatori. La corrente generata a 4mila Volt fu elevata con due trasformatori sino a 30mila Volt. La Centrale entrò in funzione nel maggio del 1905 e diede la prima luce a piazza San Marco. Funzionò sino al 1988 e in questi giorni, la centrale idroelettrica 'Antonio Pitter' sarà la sede del Malnisio Science Festival.