23 ottobre 2017
Aggiornato 10:00
recupero del valore storico

Recuperata la Facciata di Palazzo Tinti

Progetto 'Facciate del Corso' finanziato dalla Fondazione Friuli e da un contributo reginale della legge LR 34/87 è stato avviato nel 1991

Recuperata la Facciata di Palazzo Tinti (© Comune di Pordenone)

PORDENONE - Con il restauro della facciata di palazzo Tinti in Corso Vittorio Emanuele n.31 a Pordenone, prosegue il progetto 'Facciate del Corso' finanziato dalla Fondazione Friuli e con il contributo regionale della legge LR 34/87. Grazie dunque alla sensibilità e alla sostenibilità concreta la Fondazione, con il Comune di Pordenone per la parte amministrativa e la Soprintendenza per la consulenza scientifica, è attiva la collaborazione finalizzata al recupero delle facciate dei palazzi storici che si affacciano su Contrada Maggiore. Il nucleo centrale della città è un 'museo a cielo aperto' per il valore storico delle numerose facciate affrescate recuperate nel corso degli anni. Il progetto è stato avviato nel 1991 quando enti ed istituzioni con lungimiranza compresero la necessità di conservare gli elementi storici, morfologici, architettonici ed ambientali della città antica e le ricadute sulla sua stessa identità.

Gli addettti ai lavori
L’assessore Cristina Ammirante a nome del sindaco Alessandro Ciriani ha ringraziato quanti hanno lavorato sul restauro e riconsegnato alla città una facciata recuperata con abilità e professionalità, mentre dott. Giuseppe Morandini della Fondazione Friuli ha ricordato che il progetto 'Facciate del Corso', che sfocia nel campo della cultura del recupero, in più tappe ha accompagnato la storia dei primi 25 anni della Fondazione.
Sono intervenuti inoltre la storica dell’arte della Soprintendenza dott. Elisabetta Francescutti che ha seguito il recupero e formalmente collaudato i lavori, il restauratore Renato Portolan, la proprietà dei sig. Berto che ha comunicato un futuro recupero anche dell’interno del palazzo, il direttore dei lavori arch. Giorgio Menegazzo, il progettista ing. Piero Piva ed i tecnici dell’U.O.C. del Comune di Pordenone che seguono il Progetto Facciate del Corso.

Palazzo in stile barocco veneto
Il palazzo in stile barocco veneto, apparteneva almeno fino all’Ottocento alla famiglia Tinti ed era caratterizzata da due proprietà, 'casa con tre botteghe' e 'stanze superiori'. E’ disposto su tre piani, le facciate del primo e del secondo sono caratterizzate da balconcini in pietra mentre il piano terra è definito da un sistema di ampi archi a sesto ribassato che poggiano su quattro pilastri in pietra con capitelo dorico. Le superfici sono nobilitate da fasce marcapiano e marca–finestra in intonaco mentre motivi neoclassici come dentelli, gocciolatoi e modonature mettono in evidenza il cornicione. E proprio per legare le modonature sull’angolo nord, il restauratore ha fatto notare una pigna, curioso elemento ideato per chiudere e rendere armonioso il decoro del cornicione. Ha inoltre rilevato che nel restauro non è stato usato il colore ma una miscela di polveri selezionate. Il palazzo ha molte analogie con il dirimpettaio palazzo Gregoris, entrambi infatti disvelano l’architettura barocca a Pordenone che richiama la mole classicheggiante del rinascimento veneziano.
Il progetto ha consentito di recuperare 27 facciate lungo i corsi principali, tuttavia l’impegno della Fondazione Friuli si è spinto oltre perché, a seguito dell’ampliamento del progetto 'Facciate del Corso' ha finanziato anche alcuni frontespizi di palazzi storici ubicati nei vicoli ortogonali alla Contrada Maggiore.