23 novembre 2017
Aggiornato 17:30
4 novembre

A Pordenone la Celebrazione dell'Unità d’Italia e delle Forze Armate

La giornata commemorativa è stata celebrata in piazzale Ellero con lo schieramento di picchetti militari e di corpi civili, gonfalone del Comune di Pordenone e labari delle associazioni combattentistiche che hanno fatto da cornice agli onori e alla deposizione della corona al Monumento ai Caduti

A Pordenone la Celebrazione dell'Unità d’Italia e delle Forze Armate (© Comune di Pordenone)

PORDENONE - Sabato 4 Novembre, Giornata delle Forze Armate e dell’Unità d’Italia è stata celebrata in piazzale Ellero con lo schieramento di picchetti militari e di corpi civili, gonfalone del Comune di Pordenone e labari delle associazioni combattentistiche che hanno fatto da cornice agli onori, ai discorsi commemorativi e alla deposizione della corona al Monumento ai Caduti.

Il ricordo della Prima Guerra Mondiale
Il sindaco Alessandro Ciriani ha ricordato che i fatti della prima guerra mondiale del ‘15 – ‘18 hanno plasmato l’Unità del Paese e dato la spinta unitaria a ciò che si chiama Patria. Ha quindi richiamato la necessità di preservare valori come Patria, Identità e Nazione che non sono concetti sorpassati ma l’esito di epici sacrifici. Ed inoltre ha reso merito alle Forze Armate alle quali vengono riconosciute professionalità e preparazione non solo tecnica perché oggi con il loro operare si conquistano il rispetto delle popolazioni di quei teatri di crisi in cui sono chiamate a svolgere la loro missione.
Il prefetto Maria Rosaria Laganà, ringraziando le Forze Armate per i loro impegno, fra gli altri ha ricordato le vicende di Caporetto e del Piave che sono diventati simboli per il Paese.

La cerimonia
La cerimonia è stata introdotta dal presidente dell’Associazione Combattenti e Reduci Mario Zanetti, ha ricordato che 100 anni fa il 5 novembre Pordenone era occupata dall'esercito austro-ungarico e ricordando i sacrifici delle popolazioni ha voluto mandare un messaggio ai giovani e agli studenti, pur non presenti, affinché conservino la memoria delle tragiche vicende passate.