16 dicembre 2017
Aggiornato 21:30
fino al 26 novembre

Pordenone, inaugurata e donata al Comune l'opera "25 novembre"

L’arte contemporanea genera impegno civile: musica, teatro e arte al Verdi contro la violenza sulle donne

Pordenone, inaugurata e donata al Comune l'opera "25 novembre" (© Marisa Bidese, Marco Casolo e Gianni Pasotti)

PORDENONE – L’arte contemporanea genera impegno civile: succede a Pordenone, grazie all’idea concepita dal Teatro Verdi, dove è stata allestita e inaugurata l’opera - totem '25 novembre' realizzata dagli artisti Marisa Bidese, Marco Casolo e Gianni Pasotti. L’idea è semplice e insieme forte e immediata: due grandi labbra, decisamente fuori scala, rosse e carnose come sono sempre immaginate – e proposte dai media – le labbra delle donne, fluttuanti su uno sfondo nero ma lucido, letteralmente tirato a specchio in modo che chi osserva l’opera non possa fare a meno di vedersi riflesso 'dentro', e ne diventi parte egli stesso. Contro la violenza sulle donne mettiamoci la faccia, sembra dire questo gesto d’arte che rimarrà esposto per tutta la prossima settimana e che ha partorito un logo ‘a tutte labbra’, grazie al designer Patrizio De Mattio: un simbolo grafico in cui Pordenone tutta si è riconosciuta, autoproclamandosi 'città contro la violenza sulle donne'.

Opera donata al Comune di Pordenone
All’inaugurazione dell’opera che è stata ufficialmente donata al Comune di Pordenone e ha ispirato le spillette distribuite al pubblico sono intervenuti, con il sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani e l’Assessore alle Pari Opportunità Guglielmina Cucci, il presidente del Teatro Verdi Giovanni Lessio, il sindaco di Porcia Giuseppe Gaiarin, la presidente del Comitato tecnico di Carta di Pordenone Chiara Cristini, il rappresentante del Comitato spontaneo di Studenti dell’ITC Mattiussi 69-70, il supporter della manifestazione Mario Marini, la critica d’arte Chiara Tavella e il grafico Patrizio De Mattio. Generosa la partecipazione degli spettatori per un progetto che mette in rete presupposti e obiettivi importanti, simbolizzati da un design nuovo e accattivante.

La realizzazione dell'opera
«Realizzato a sei mani, 25 novembre è un lavoro che, nella sua essenzialità, condensa molteplici significati – spiega la curatrice d’arte Chiara Tavella - Nonostante l’apparente immediatezza, l’opera implica una serie di rimandi alla storia dell’arte. E’ l’oggettualizzazione della donna, il suo ridursi, appunto, a labbra. Ma lo specchio coinvolge all’interno dell’opera la realtà 'al di qua': il via vai del teatro, il pubblico innanzitutto. Come a dire: ci sei anche tu, qui, chiamato dal riflesso a riflettere su una società in cui femminicidio e violenza di genere sono solo la manifestazione più eclatante di una mentalità diffusa e pervasiva, che fa della donna una bocca chiusa in un silenzio di bambola».

Settimana di sensibilizzazione al Teatro Verdi
Il Teatro Verdi dedica un’intera settimana di sensibilizzazione al tema e si farà portavoce dell’hashtag #liberadiesseredonna attivo su instagram e twitter. Giovedì 23 novembre in scena 'Io ci sono', tratto dall’omonimo romanzo di Lucia Annibali e Giusi Fasano. Gran finale il 26 novembre con il monologo 'La versione di Barbie', di e con Alessandra Faiella. Informazioni: www.comunalegiuseppeverdi.it