20 giugno 2018
Aggiornato 19:00
Politica | Imprese

Bolzonello, bisogna rendere concreto l'inserimento degli ex detenuti

Intensificare l'interlocuzione con il mondo delle imprese per rendere il più concreto possibile l'inserimento lavorativo di persone che hanno scontato una pena detentiva e, al tempo stesso, valorizzare quelle attività che, su questo tema, dimostrano di avere una responsabilità sociale

Bolzonello, bisogna rendere concreto l'inserimento degli ex detenuti (© Regione Friuli Venezia Giulia)

PORDENONE - Intensificare l'interlocuzione con il mondo delle imprese per rendere il più concreto possibile l'inserimento lavorativo di persone che hanno scontato una pena detentiva e, al tempo stesso, valorizzare quelle attività che, su questo tema, dimostrano di avere una responsabilità sociale. Sono questi due dei principali argomenti emersi nel corso del tavolo di confronto sulle misure alternative alla pena detentiva nel Friuli Occidentale, promosso dal Garante regionale per le persone private della libertà personale, alla presenza del vicepresidente del Friuli Venezia Giulia, Sergio Bolzonello, dell'assessore regionale al Lavoro, Loredana Panariti, del direttore del carcere di Pordenone, Alberto Quagliotto, nonché dei rappresentanti delle cooperative sociali, dell'azienda sanitaria, della Prefettura e del Comune di Pordenone.

Come spiegato da Panariti, la Regione è sempre stata molto attenta a questo tema. «Dal 2015 ad oggi - ha spiegato - abbiamo investito risorse comunitarie pari a quasi 3 milioni di euro, dando vita a numerosi progetti in tutti e cinque i penitenziari del Friuli Venezia Giulia. Lo sforzo maggiore compiuto è stato quello di migliorare le competenze delle persone detenute, affinché, una volta scontata la pena, abbiano maggiore possibilità di trovare occupazione».
«Pur essendo la formazione importante - ha aggiunto l'assessore - di per sé non è sufficiente poiché sono necessari anche percorsi che accompagnino l'inserimento di queste persone nel mondo del lavoro. Proprio su quest'ultima fase vanno concentrati gli sforzi attraverso un maggiore coinvolgimento del sistema produttivo». Su quest'ultimo aspetto, la proposta avanzata da Bolzonello e condivisa sia da Panariti sia dagli altri interlocutori presenti al tavolo, è stata quella di intensificare il dialogo con il mondo delle imprese pordenonesi, premiando quelle che dimostrano anche una sorta di responsabilità sociale.

«In questa area della regione - ha detto il vicepresidente - esistono un centinaio di realtà già operative in questo senso che assorbono lavoratori usciti dai penitenziari e formati con appositi percorsi professionali. Ora si tratta di intensificare questi rapporti, anche attraverso tavoli di partenariato con il mondo delle imprese, per dare una formazione in linea con i cambiamenti epocali di fronte ai quali ci troviamo. A ciò si deve associare anche una forma di premialità per le aziende che assumono queste persone. Su questa partita - ha concluso Bolzonello - la direzione centrale delle Attività produttive è pronta ad affiancarsi a quella del Lavoro, facendo la propria parte per rafforzare l'attività già svolta sino ad ora».

La Regione, attraverso il Fondo sociale europeo, ha sostenuto 37 progetti nel 2016, suddivisi fra le carceri di Trieste (9), Udine (5), Pordenone (5), Gorizia (4) e Tolmezzo (14), per un totale di 9.870 ore di formazione che coinvolgono circa 400 detenuti.
Come è stato sottolineato nel corso dell'incontro, questa offerta formativa è coerente con la situazione logistica e organizzativa delle diverse case circondariali e comprende elementi base di ristorazione, tecniche di pulizia e sanificazione, tecniche per le piccole manutenzioni in edilizia e falegnameria, tecniche di orto-floricoltura, di agricoltura biologica, di trasformazione dei prodotti agricoli e di gestione dell'azienda agricola.