16 dicembre 2017
Aggiornato 21:00
Sabato 2 dicembre

It begans in... Sacile. La 'prima' degli Spiritual Galaxy di Conte e Petrella

Chiude con il botto la tredicesima edizione de 'Il Volo del Jazz', edizione che sarà ricordata negli annali per la presenza di fuoriclasse da far invidia a Montreux e Perugia

It begans in... Sacile. La 'prima' degli Spiritual Galaxy di Conte e Petrella (© Alice Durigatto)

SACILE - Chiude con il botto la tredicesima edizione de 'Il Volo del Jazz' di Sacile, edizione che sarà ricordata negli annali per la presenza di fuoriclasse da far invidia a Montreux e Perugia. Il mito vivente Michael Nyman, la classe di Vincent Peirani, l'eclettismo di Brad Mehldau, Dave Holland - un'istituzione - e a chiudere il nuovo progetto di Nicola Conte, alla sua prima uscita.

Da 'It begans in Africa' a Sacile
'It begans in Africa', è il credo del musicista-dj già da diversi anni. E in questo progetto riunisce attorno a se una formazione di superstar, come li introdurrà Flavio Massaruto, cogliendo l'occasione per anticipare alcune date del suo San Vito Jazz a marzo che si pregusta per veri intenditori.
Partenza con un afrobeat di rara eleganza. Fela Kuti in giacca e cravatta che strizza l'occhio all'ambiente lounge. Classe assoluta. Si evince che la band deve ancora rodarsi, la percezione è che anche i volumi vadano perfezionati. Colpisce il distacco con cui suona la chitarra Conte, sempre un passo indietro ai compagni di viaggio, leader silenzioso ed avulso ai protagonismi. Troppo facile parlar bene di lui per il sottoscritto che lo considera uno dei migliori musicisti del panorama jazz internazionale (ma confinarlo ad un unico genere è riduttivo). Il suo credo di dandismo musicale si conferma ancora una volta nell'estraniarsi, quasi nel non-esserci, nel mettere quelle poche note nel momento giusto a firma indelebile della colonna sonora della serata.

Affinità musicale all'unisono
Gianluca Petrella - trombone e compagno di viaggio di NC della prima ora - pare invece indemoniato. Anche lui barese, l'affinità musicale è pressoché all'unisono. Gli assoli sono sempre sopra le righe, così come la presenza carismatica. Raffaele Casarano compensa la bilancia dei fiati con un sax morbido e mai invadente. Ritmica funkeggiante e groove in costante tensione (creata dai maestri Cappellato-Bardoscia-Padovani) a ricordare quanto successo i sopraccitati abbiano sempre riscosso negli ambienti da club. E poi c'è il Fender Rhodes di Mirko Signorile con un'eleganza sempre misurata a completare quella che definirei una vera e propria orchestra afro.

Cantato in black voice
A brani strumentali si alterna il cantato di Bridghette Amofah, black voice che fonde dolcezza e potenza in un incastro ancora da perfezionare a far memoria che siamo solo alla prima uscita della band. Tutti pezzi inediti fatta eccezione per una composizione di qualche anno or sono dello stesso Conte e per il gran finale con una cover nigeriana di fine anni '70 inondata da un mare di applausi. Contaminazioni sintetizzate in una cifra musicale riconoscibile, spiritualità dance a chiudere, il progetto Spiritual Galaxy convince e ci fa volare alto, ancora una volta in quel di Sacile.