24 settembre 2018
Aggiornato 08:00

Pordenone orgoglio friulano, a San Siro una partita tra sogno e realtà

La favola è quasi diventata realtà: la 'Cenerentola' del calcio ai calci di rigore ha sfiorato il lieto fine contro la regina del massimo campionato italiano
Pordenone orgoglio friulano, a San Siro una partita tra sogno e realtà
Pordenone orgoglio friulano, a San Siro una partita tra sogno e realtà (Pordenone Calcio)

MILANO - La favola si è quasi trasformata in realtà. Chi l'avrebbe immaginato che Inter-Pordenone si sarebbe protratta fino ai calci di rigore? Forse solo il presidente, Mauro Lovisa, che in conferenza stampa aveva assicurato «Non veniamo a San Siro in gita, giocheremo come sappiamo». I ramarri dati per spacciati dai pronostici hanno tenuto fede alla parola data presentandosi al Meazza al cospetto dell’Inter (si, rimaneggiata d'accordo, ma pur sempre prima in classifica in serie A) con una grandissima organizzazione tattica e con una chiara idea di gioco: aggressività, palla a terra e grande movimento a smarcarsi.

Goal neroverde sfiorato nel primo tempo
Berrettoni indomabile e con lampi di classe degni del miglior Leo Messi, Burrai 'uomo ovunque' che recupera palloni 'in quantità industriale' e rifinisce per le punte, difesa granitica che non butta mai via un pallone. Già dalle prime battute di gara il Pordenone ha imposto il suo ritmo lasciando ai nerazzurri solo qualche sortita in contropiede e poco altro, sfiorando più volte il vantaggio: incredibile il palo colpito da Magnaghi che ha fatto sussultare i 4.000 cuori nero verdi assiepati nel secondo anello blu!

Nella ripresa Inter a pieno regime
Nella ripresa Spalletti inserisce Brozovic, sperando che il croato possa creare qualche grattacapo in più ai ramarri ma è ancora il Pordenone a rendersi pericoloso con Maza che da dentro l’area scarica un rasoterra verso la porta interista, il tiro dopo essere stato deviato da Gagliardini passa a pochissimi centimetri dal palo e finisce in corner. Con un avversario così il tecnico interista non ci pensa su due volte: è il momento di giocarsi i due carichi da 11! Prima Perisic e poi Icardi, mister Colucci ribatte con il friulano De Agostini per un esausto Maza che va a rinforzare la difesa dei ramarri. Le energie iniziano a esaurirsi e la pressione della capolista comincia a farsi sentire in area ma l’imprecisione degli avanti nerazzurri e il muro eretto dalla coppia Stefani-Bassoli davanti a un Perilli superlativo consentono ai friulani di arrivare al novantesimo con il risultato di 0 a 0. Si va ai supplementari.

Ai supplementari nulla di fatto
Quando le gambe non girano più bisogna usare la testa e soprattutto metterci il cuore. Il Pordenone di cuore dimostra di averne, eccome se ne ha! Con l’Inter che schiaccia sull'acceleratore i ragazzi di mister Colucci si difendono con ordine: Perilli toglie le castagne dal fuoco su un colpo di testa di Ranocchia, Icardi centra il palo nell’unica occasione lasciatagli da Stefani e il secondo tempo supplementare sospinti da un tifo che li ha sostenuti fin dal primo minuto i friulani riescono a ripartire in contropiede, dimenticando la stanchezza, e attaccando l’area interista con 6 uomini. Purtroppo l’azione sfuma grazie a un recupero di Ranocchia... Saranno rigori!

Un esito deciso ai rigori
Dopo un colloquio tra i capitani e l’arbitro Sacchi la scelta: la lotteria dei rigori sarà giocata sotto la curva pordenonese e saranno proprio i friulani a cominciare. Inizia male. Il primo tiro di Misuraca viene murato da Padelli. Due tiri dopo, però, 'San' Perilli da Roma riporta in parità i suoi. Il sogno del Pordenone si infrange al settimo rigore quando Padelli para il tiro di Parodi e successivamente Nagatomo segna l’ultimo decisivo penalty interista.

Ora continua un altro sogno: la corsa verso la serie B
Un grandissimo Pordenone ha portato l’Inter di Spalletti fino ai rigori per poi arrendersi soltanto al settimo penalty. L’orgoglio e l’emozione dei quattro mila tifosi neroverdi era palpabile e la squadra non ha mai fatto rimpiangere i 350 km che i supporters hanno percorso per condividere il sogno di Milano, alla Scala del calcio, anzi, questa squadra ha reso indimenticabile una serata che resterà letteralmente nella storia e verrà ricordata da tutti come la partita dove la piccola Pordenone (una sorta di Cenerentola) proveniente dalla serie C ha messo alle corde l’Inter (la regina) capolista in serie A.
Dispiace perché il sogno era lì, ad un passo dalla realtà, sul punto di realizzarsi...e vederlo svanire, all'ultimo secondo, inutile negarlo fa male. La 'magra consolazione' per i neroverdi è quella di uscire, a detta di molti, come i vincitori morali di questa sfida. I friulani per 120 minuti hanno fatto capire il significato delle parole del loro presidente «non sarà una gita» e ora tutti sanno 'nostri' di che pasta sono fatti!
Capitolo concluso ora la testa va al Renate, che per ironia della sorte veste sempre neroblu, dove domenica 17 dicembre si giocherà la 19esima giornata di Lega Pro. In Lega Pro è ancora possibile sognare e coltivare la speranza di raggiungere la promozione in serie B. E' tempo di salutare San Siro: «Arrivederci, chissà che non ci si riveda un giorno, perchè no, in serie A».